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Bonetti: "Finalmente siamo in cammino per la parità"

Intervista di Letizia Magnani, "Grazia", 1 luglio 2021.

«Ogni giorno milioni di ragazze si trovano a dover imparare a proprie spese che non possono realizzare i sogni. Subiscono discriminazioni a volte violente». Parola del presidente del Consiglio Mario Draghi, che ha annunciato uno stanziamento di 7 miliardi di euro per le pari opportunità. «La parità passa da due aspetti: avere servizi, come asili nido, e riconoscere il ruolo delle donne, quindi la leadership femminile», dice a Grazia Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità.

Sette miliardi contro il divario uomo donna: basteranno?
«Per la prima volta l'Italia si dota di una strategia sulla parità di genere. È un percorso nuovo».

Dove investirete?
«Con il Piano nazionale di ripresa e di resilienza e altre risorse nostre andremo a fare azioni concrete su più piani. Va ridotto il divario degli occupati: sono molti più gli uomini delle donne. Vanno aumentate le donne in ruoli apicali e dirigenziali, vanno incrementate le competenze, puntando su tecnologia, finanza, scienze, va ridotta la differenza salariale».

La Camera ha avviato un disegno di legge sulla parità dei salari, ma la disoccupazione femminile è enorme. Come si agisce?
«Con approcci integrati. Che aiuteranno le donne, soprattutto al Sud, con investimenti sull'imprenditoria femminile, su credito agevolato e formazione. Ci saranno fondi per tutto questo e lavoreremo sui servizi, per riequilibrare i tempi e i carichi di lavoro fra donne e uomini».

In luglio sono arrivati gli assegni di famiglia. Che cosa cambia?
«Una platea di due milioni di famiglie, che finora non ha avuto aiuti, riceverà, su base Isee, un assegno per figlio da 130 a 177 euro, che aumenterà a partire da tre figli e per disabili. Chi già prendeva gli assegni al nucleo familiare li riceverà aumentati. Sono 3 miliardi in più: per uscire dalla pandemia investiamo nelle famiglie».

Punta a questo la legge chiamata Family Act? Che cosa prevede?
«Sì, l'assegno è il primo pezzo che diventa realtà. Il Family Act è alla Camera dei deputati, arriveremo al voto a metà luglio, vorrei fosse condiviso da tutti i partiti, perché assegno per i figli, servizi per le famiglie, lavoro per le donne e i giovani, congedi parentali paritari fra donne e uomini non sono di destra o di sinistra, sono strategia di rinnovamento».

Leadership e quote rosa: come si pone?
«Le quote rosa sono state fondamentali per apportare cambiamenti, ora siamo al lavoro sul far riconoscere le donne in quanto tali, con le proprie competenze. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha detto che le donne sono differenti, la loro diversità va riconosciuta come valore. Ora dobbiamo attuare la parità prescritta in Costituzione, facendo sedere le donne nei luoghi nei quali si prendono le decisioni: le authority, le commissioni di concorso, i consigli di amministrazione. C'è un gruppo di costituzionaliste che sta lavorando sul punto. Aumentare la leadership significa essere dove si decide».

Che altro per ottenere davvero la parità di genere?
«Con il Pnrr abbiamo molte risorse, 240 miliardi, per cambiare il Paese. Nel Decreto Semplificazioni abbiamo clausole per le aziende che fanno lavorare donne e giovani. Serve la diversità delle donne, tanto più in questo momento di ripartenza».