Famiglia inhomepage pari opportunità

Bonetti: "Con Family Act e PNRR, più risorse per famiglie e nuovi nati"

Intervista di Martina Zambon, "Corriere del Veneto", 22 maggio 2022.

La ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti ha salutato il varo del suo Family Act così: «Una riforma per il Paese di oggi, ma anche per quello di domani».

Il Veneto, nel frattempo, sta limando con il Piano triennale attuativo la sua legge quadro a sostegno delle famiglie e della natalità. Le culle vuote e le conseguenze sul Paese reale cominciano a sentirsi, anche in quel «Veneto bianco» che dal 2008 a oggi ha visto crollare il numero dei nuovi nati da 50 a 30mila.

Ministra Bonetti, l'assegno unico universale ha rivoluzionato le misure di sostegno alle famiglie, le associazioni in Veneto chiedono il Fattore Famiglia sviluppato dall'università di Verona anziché l'Isee (sul modello francese), il governo lo sta valutando?

«Siamo al lavoro, insieme al parlamento, per una revisione dell'Isee. Così come stiamo monitorando con attenzione la fase erogativa dell'assegno unico per rilevare eventuali criticità e risolverle. A fine aprile abbiamo raggiunto i tre quarti della platea delle famiglie che hanno presentato domanda e stiamo avendo riscontri molto positivi. Parliamo di un investimento strutturale per le famiglie di 20 miliardi all'anno, quasi 7 miliardi in più rispetto al passato. Mai l'Italia aveva investito tanto per i figli».

Quali sono i tempi di piena applicazione del Family Act?

«Il Family Act è la riforma delle politiche familiari che il Paese da anni attendeva: c'è finalmente una visione integrata che restituisce speranza e prospettiva con azioni concrete: assegno unico e universale, sostegno alle spese educative, riforma dei congedi parentali, più lavoro femminile, autonomia delle giovani coppie. Investire nelle famiglie vuol dire finalmente liberare e mettere in campo tutte le energie di cui il Paese dispone.

Ora lavoriamo subito ai decreti attuativi: il Family Act merita di essere reso esecutivo, come rimarcato dal Presidente Mattarella nel suo messaggio di saluto agli Stati generali della Natalità».

Demografi ed esperti indicano nella precarietà spinta degli ultimi 15 anni la principale causa nella scelta di non avere figli, su questo fronte si sta confrontando con il suo collega Andrea Orlando titolare del Lavoro? Anche perché due anni di pandemia hanno modificato le dinamiche lavorative e sta emergendo il tema
della qualità della vita in relazione al lavoro.

«La pandemia ha evidenziato con ancora più chiarezza l'urgenza di promuovere la partecipazione delle donne nel mondo del lavoro e, più in generale, di mettere in campo strumenti efficaci e adeguati per una condivisione dei carichi di cura alla pari tra le donne e gli uomini.

ll Family Act, anche con il PNRR, fa esattamente questo, investendo in servizi educativi e asili nido, riformando i congedi parentali e incentivando le aziende alla valorizzazione delle carriere femminili e ad azioni di promozione di welfare a sostegno della genitorialità, ma anche di accompagnamento della maternità, perché sia considerata valore sociale di cui farci carico tutti e non sia più un costo per l'impresa. Tutto il governo lavora con convinzione in questa direzione».

Fondi Pnrr per materne e nidi. Il Veneto ha una specificità: un altissimo numero di strutture paritarie legate tipicamente alle parrocchie, un comune su due copre così questi servizi, è un modello da preservare o da rivedere proprio alla luce degli investimenti con fondi Ue per ampliare l'offerta pubblica?

Il "modello" Veneto è un modello virtuoso, anche in forza delle sue specificità che ad esso garantiscono un'offerta ampia, plurale e qualificata. E quindi certamente da preservare: con gli investimenti inediti della Next Generation Eu, 4,6 miliardi di euro, e con la legge di bilancio nella quale introduciamo e finanziamo i Lep per gli asili nido, puntiamo a superare la media dell'offerta Ue, coprendo entro il 2026 il 50% della richiesta educativa 0-3. Stiamo inoltre lavorando per integrare e ampliare il bonus nido, che abbiamo già reso strutturale».