16/11/20
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Bonetti: "È il tempo delle scelte"

"Donne che fanno la differenza" è il titolo del libro di Lella Golfo, edito da Marsilio, dedicato ai trent'anni della Fondazione Marisa Bellisario, con un commento di Stefano Lucchini, Presidente della Commissione esaminatrice del Premio Marisa Bellisario. "Donne che fanno la differenza" è anche il claim scelto dalla Rai per la 32esima edizione del Premio. Qui di seguito, l'intervento della Ministra Bonetti, in occasione del Premio, pubblicato da "il Sole 24 Ore", 16 novembre 2020.

Il tempo nuovo e drammatico che viviamo ci chiama a un'assunzione di responsabilità chiara e nitida: cogliere le opportunità che la storia ci consegna. È il nostro "se non ora, quando?" definitivo. Lo è per rimettere in cammino il Paese, per promuovere il protagonismo dei giovani, perché riacquistino fiducia e speranza nel futuro.

E lo è in particolare per le donne, perché tutte e ciascuna possano in ogni settore produttivo esercitare la propria azione sociale, economica, di leadership. È ormai chiaro che sono state le vere eroine del tempo della crisi. È questo il tempo per rendere ragione alla loro forza e al loro coraggio, ricordando che quella fatica e quell'eroismo hanno sostenuto il Paese e lo sosterranno ancora perché tutti usciamo da questo periodo così complesso e delicato, nel quale l'altro volto dell'emergenza è rappresentato dall'acuirsi in maniera sempre più drammatica delle diseguaglianze.

È questo il tempo di dare alle donne l'occasione di liberare quell'energia di cui hanno dimostrato di essere capaci. L'Italia è pronta a mettere in campo le potenzialità di donne straordinarie, come quelle che hanno ricevuto la Mela d'Oro. In questo passaggio ci sono necessari il riconoscimento e l'opzione di un'umanità piena, di una società che cerca il proprio sviluppo in una dimensione integrale e comunitaria, fatta di donne e uomini insieme. E perché questo accada occorrono scelte concrete.

Significa sostenere e incentivare la presenza delle donne nel mondo del lavoro, significa riconoscere che le donne devono poter conciliare l'esperienza di maternità con quella lavorativa, significa - come è stato fatto per esempio dalla Presidente Lella Golfo - stabilire che nei CdA le donne devono essere rappresentate in modo adeguato.

E si tratta di dire che è adesso il tempo di incoraggiare le giovani ragazze del nostro Paese a osare percorsi di studio, come il digitale, la finanza e le materie Stem. Sono questi, non solo i luoghi dove sempre si avrà chance di trovare un'occupazione e più retribuita, ma anche i mondi che disegneranno il futuro.

Un futuro che, se sarà pensato e progettato solo al maschile, non sarà un futuro equo di un'umanità compiuta. Serve l'attivazione di un investimento educativo e formativo molto forte in questa direzione, come l'Europa tutta sta facendo. Tutte queste direzioni rappresentano i motivi per i quali ho voluto inserire, sia nel Piano della Next Generation Eu sia nelle proposte per la prossima legge di bilancio, istanze che tracciano una via maestra e un percorso non più rinviabile.

L'obiettivo prioritario è l'equità di genere, e l'Italia lo pone tra i suoi sette ambiti di intervento. Un indirizzo strategico, con più azioni integrate: decontribuzione del lavoro delle donne, decontribuzione per quante desiderano rientrare al lavoro dopo la maternità; e, ancora, incentivi alle imprese e all'auto-imprenditoria femminile con accesso al credito - c'è già un fondo che rafforzeremo con un investimento anche sulla riqualificazione dell'innovazione e delle competenze delle aziende stesse - e premialità fiscali per quelle che vanno nell'ottica della valorizzazione della diversity, in particolare nell'ambito del genere, anche nella scelta della leadership e della governance aziendale.

Recuperare il gap che abbiamo non è un traguardo impossibile, ma richiede che imprimiamo adesso una forza maggiore e positiva nelle nostre politiche per le donne. Questa è l'opportunità da cogliere, il tempo favorevole: ora e qui.