04/04/20
Famiglia pari opportunità

Bonetti: "Le donne saranno il motore del Paese"

Articolo di di Francesca Gerosa, Milano Finanza, 4 aprile 2020 

Le donne, vaccinate al Covid-19 (il rapporto è otto a due), rose quadrate, come le ha soprannominate la virologa Ilaria Capua, potranno essere le prime, dopo il riavvio delle attività, ad occupare i posti di lavoro lasciati liberi da quegli uomini che non ci sono più o che sono costretti a stare in quarantena.

«Le donne saranno uno dei motori del Paese e potranno essere le prime forze della ripartenza. Ne ero già convinta da quando, negli scorsi mesi, abbiamo lavorato alla stesura del Family Act, che non a caso vede nella promozione del lavoro femminile uno dei suoi quattro pilastri. L’emergenza di questi giorni ha portato con sé una quantità importante di dati che occorrerà approfondire e valutare con attenzione per elaborare le politiche che dovranno accompagnare il Paese a uscire dall’emergenza e tornare a una progressiva normalità», dichiara a MF-Milano Finanza Elena Bonetti, ministra per le Pari opportunità e la famiglia.

Dati epidemiologici in primis. «Da cui sembrerebbe che le donne siano meno colpite dal virus. Questo farebbe delle donne anche una risorsa prioritaria da mettere in campo nel lavoro e nei servizi di cui il Paese ha bisogno per rimettere in moto l’economia. Il tema posto da Ilaria Capua è quindi di estremo interesse anche sotto il profilo della riorganizzazione della vita pubblica. Ancora una volta impariamo che le nostre politiche devono partire da un’attenta analisi dei dati scientifici ed è dalla scienza che attenderemo le considerazioni necessarie per valutare come organizzare la ripartenza. Intanto, sono fiduciosa: le donne, come molte volte nella storia del Paese, faranno la propria parte, decisiva, per far ripartire l'Italia».

Certo, saranno più esposte a eventuali sacche di contagio. «Ma non è una novità: è stato affidato sempre alle donne mantenere l’assetto sociale e la continuità produttiva nei momenti di profonda crisi, come durante le guerre, e garantire la ripresa nel post-crisi. Questa volta la posta in gioco è alta e devono essere le donne a stabilirne il compenso», sottolinea Cettina Oliveri, presidente nazionale Bpw Fidapa Italy. Se si guarda al Global Gender Gap report 2020 del World Economie Forum, l’Italia è scivolata al 76° posto come nel 2006, soprattutto a causa della scarsa partecipazione femminile al mondo del lavoro e per il divario di competenze.

«Saranno necessari 99,5 anni per chiudere il divario di genere complessivo e per l’Europa la stima è di 61 anni. Competenze, lavoro e rappresentatività sono le parole chiave attraverso le quali dovremo necessariamente attivare azioni di governo necessarie a guardare con fiducia a una ripresa del Paese che parte necessariamente dalle donne», afferma Claudia Segre, Presidente di Global Thinking Foundation. È arrivato il momento del riscatto storico: non solo pretendere di colmare il gap del divario di genere, ma anche di aver riconosciuta la leadership della governance di un nuovo modello di mondo.

«Come è prevedibile sarà un processo lento e graduale, ma non è peregrina l’idea di una rivoluzione gentile paradossalmente favorita dal virus», aggiunge Oliveri. Una volta fuori dall’emergenza, «le donne saranno sempre più protagoniste. Penso alle ricercatrici, oggi così preziose ma fino a ieri snobbate dalle istituzioni, e alla stessa Capua, un’eccellenza italiana a cui la Fondazione ha assegnato il premio Marisa Bellisario quando ancora in tanti dubitavano del suo talento», ricorda Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario, enfatizzando l’eroismo del personale sanitario dove le donne rappresentano il 78%.

«Sono loro a pagare il prezzo più alto e fa bene l’Onu a mettere in guardia dal pericolo di un acuirsi delle disparità di genere perché la componente femminile, con stipendi più bassi e lavori spesso precari, è quella più esposta. Ma più che usare le donne come sentinelle del virus, auspico che il loro ruolo venga potenziato.»

La Ministra Bonetti ha confermato che sono allo studio modalità per valorizzare il lavoro femminile come risorsa collettiva e magari il virus consentirà finalmente di abbassare il divario occupazionale, debolezza strutturale del nostro sistema», aggiunge Golfo. Manca poi l’accesso finanziario: che si parli di finanziamenti per le startup odi livelli reddituali e lavorativi paritetici, spiega Segre, rappresenta un punto nodale per la sostenibilità economica delle famiglie e per un affrancamento delle donne da un rischio di povertà in età avanzata per i livelli di pensione decisamente più bassi rispetto a quelli degli uomini.

E quando questo incubo finirà, sostiene Marina Maghelli, membro del cda di Efpa Italia, è probabile che una più o meno ampia fascia di donne over 70 si trovi ad affrontare un problema che prima non rientrava all’interno della propria area di pertinenza, ovvero la gestione finanziaria familiare come confermato dalla bassa percentuale di donne che giocano un ruolo attivo nella gestione del proprio patrimonio. «Una corretta pianificazione finanziaria e la costruzione del portafoglio di investimento non devono essere lasciate al caso o ai consigli di amici e familiari. È opportuno affidarsi a un consulente professionista», consiglia Maghelli, convinta che le donne affronteranno al meglio la gestione finanziaria personale e potranno trarre insegnamento per le nuove generazioni, affinché non si debbano trovare più a gestire qualcosa che non era mai stato preso in considerazione.