Famiglia inhomepage pari opportunità

Bonetti: "Dal Family Act aiuti ai genitori che lavorano"

Intervista di Marco Ballico, "Il Piccolo", 29 maggio 2022.

 

"Le donne non saranno più costrette a scegliere tra la maternità e il lavoro." La ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti interviene con orgoglio sugli interventi del Family Act, assicurando che i decreti attuativi della legge delega per mettere in campo soluzioni e misure a sostegno delle famiglie "arriveranno prima dei tempi massimi previsti dall'articolato." Un intervento "strutturale", sottolinea Bonetti, che sarà argomento, domani alle 11.30 a palazzo Berlam, della conferenza dell'esponente di Italia Viva nel governo Draghi in visita a Trieste prima all'asilo nido di Generali, quindi al centro diurno Casa Emmaus.

 

Ministra Bonetti, il welfare aziendale in un grande gruppo come Generali che risultato segna?

"È la conferma di una cultura di welfare aziendale che si sta sempre più diffondendo. Investire in nuovo welfare è diventato una priorità a sostegno della genitorialità, della parità di genere, delle famiglie, e contribuisce ad aumentare la qualità del lavoro."

 

Quanto difficile è trasportare questa cultura alle piccole e medie imprese?

"Le aziende di minori dimensioni hanno meno strumenti per rispondere con versatilità. Il Family Act introduce incentivi a favore di tutte le imprese con una specifica attenzione per le Pmi, per sostenerle in queste forme di welfare a sostegno della genitorialità e per premiare quelle che promuovono il lavoro femminile."

 

Un esempio concreto?

"Il sistema della certificazione della parità di genere permetterà di accedere a una serie di benefici, come sgravi contributivi e premialità negli appalti per le imprese."

 

La pandemia ha stravolto il modo di lavorare. Lo smart working è una strada ineludibile?

"Durante la pandemia non c'è stato un vero smart working. Sono emersi anzi i rischi, quasi sempre per le donne, di un'attività trasportata nelle case, non supportata dalla riorganizzazione aziendale e da servizi adeguati. Il modello nuovo di smart working che abbiamo scelto con il Family Act e con la Strategia per la parità di genere non contrappone il lavoro con la vita familiare e sociale delle persone, ma ricompone organicamente queste dimensioni. Per farlo servono regole, tecnologie adeguate, formazione, servizi, trasporti e un cambiamento nella valutazione del lavoro, non più per tempi ma per obiettivi. Su questo abbiamo ascoltato alcune realtà strategiche per Trieste, come Generali, Bat e Fincantieri, per mettere a sistema buone pratiche innovative, smart working compreso."

 

Una delle sfide del suo mandato è rimediare alla denatalità crescente. Come la si vince?

"È una sfida che abbiamo individuato come prioritaria e abbiamo dato una risposta che mancava al Paese. La riforma del Family Act, in vigore dal 12 maggio, prevede un investimento sistemico, strutturale e integrato. L'assegno per i figli ha già raggiunto tre quarti della platea ed entro giugno contiamo di arrivare alla platea complessiva. Sono 20 miliardi di euro e, di questi, 7 miliardi aggiuntivi rispetto alle precedenti prestazioni. E poi i 4,6 miliardi del Pnrr per aumentare gli asili nido, la riforma dei congedi parentali e gli investimenti sui servizi educativi territoriali, il lavoro femminile e quello dei giovani."

 

L'ex premier Conte dice che "urgono interventi strutturali".

"Deve essersi distratto, gli interventi strutturali sono già stati fatti e sono la legge 32/2022, il Family Act. Mi sembra la riproposizione di quella politica che promette sempre per la prossima legislatura. Noi invece la riforma l'abbiamo fatta, peraltro votata da tutto l'arco parlamentare."

 

Un primo risultato? 

"Istat ci dice che negli ultimi mesi del 2021 e a inizio 2022 c'è finalmente un'inversione di tendenza sulle nascite. Un aumento lieve, ma iniziamo a risalire la china. Nell'anno del governo Draghi è anche aumentata l'occupazione femminile, con un tasso che è al nostro massimo storico: andiamo avanti."

 

Il gap dei salari tra uomo e donna?

"È un problema radicato, a cui risponde anche la certificazione per la parità. Siamo intervenuti aumentando il numero delle aziende chiamate, ai sensi del codice per le pari opportunità, a certificare stipendi, posizioni e assunzioni. Investire nel lavoro femminile e in parità salariale converrà alle imprese."

 

Che ne pensa delle dichiarazioni della stilista Elisabetta Franchi sull'assunzione solo delle over 40?

"Danno conto di un sistema che ha discriminato per troppo tempo le donne. Per cambiarlo servivano proprio le scelte di sistema che abbiamo fatto, a partire dalla rimozione dei costi della maternità a carico delle imprese."

 

Per la riforma dei congedi di maternità e paternità, e pure per le rette gratuite per i nidi, servono però i decreti legislativi. Ce la farete entro il tempo massimo fissato in 24 mesi? 

"Dobbiamo farcela entro la fine della legislatura. Serve per la ripartenza del Paese, come ha detto anche il presidente Mattarella."