Italia Viva Famiglie

Bonetti "Da gennaio il sostegno sarà esteso ai ragazzi di 21 anni"

Intervista alla Ministra Elena Bonetti di Valentina Conte su la Repubblica del 5/06/2021

«Un giorno buono e storico per il Paese. Un risultato straordinario per le famiglie. Un segno di fiducia per l`Italia che rialza la testa. Il primo passo del Family Act». Elena Bonetti, riconfermata ministra di Italia Viva per le Pari Opportunità e la Famiglia, dice di vivere con «grande emozione» il giorno in cui «l`Italia ha un assegno per i figli». Si tratta di un "assegno ponte". E per ora va agli autonomi, mentre ai dipendenti solo un piccolo ritocco degli assegni familiari.

Una scelta politica?
«Scelta politica è mettere al centro le bambine e i bambini. In realtà si tratta di un atto di universalità. Non togliamo nulla, nessuno ci perde. Anzi aggiungiamo 3 miliardi alle famiglie italiane. E portiamo la stessa cifra a tutti i lavoratori, a parità di reddito. Da gennaio l`assegno poi crescerà perché assorbirà le detrazioni fiscali che ora esistono e rimangono fino a fine anno. A gennaio faremo anche di più: l`assegno sarà esteso ai figli fino a 21 anni. E studieremo un meccanismo per non disincentivare il secondo percettore di reddito, di solito la donna».

Non si rischia di favorire un`area ad alto tasso di evasione?
«I figli dei lavoratori autonomi hanno pagato un prezzo altissimo nella pandemia. I loro genitori hanno perso il lavoro, spesso senza sussidi e garanzie. L`assegno è un atto di giustizia e di pari opportunità che estendiamo a 2 milioni di famiglie, da sempre escluse dagli assegni familiari. E poi la presunzione di colpevolezza non è una logica accettabile. Anzi credo che l`assegno universale, a regime, contribuirà a pacificare i pregiudizi e a favorire la trasparenza, anche fiscale».

Perché iniziare con una misura temporanea?
«L`assegno da gennaio aumenterà perché assorbirà detrazioni e bonus esistenti. Farlo a metà anno avrebbe comportato un disagio, per una tempistica tecnica e amministrativa, sia per i lavoratori dipendenti che per gli autonomi. Avremmo portato confusione in quella che io considero la partenza di una maratona. Grazie anche alla tenacia politica del premier Draghi e allo straordinario lavoro del ministro dell`Economia Franco e di tutta la struttura del Mef e alla collaborazione proficua con il ministro del Lavoro Orlando, tutto procede invece con naturalezza».

L`assegno è compatibile con il Reddito di cittadinanza. Un ulteriore disincentivo al lavoro?
«L`assegno non è un sussidio, ma uno strumento di attivazione della programmazione familiare. Va a tutti i bambini, non si può relativizzare. E va distinto dal Rdc che, come ho sempre sostenuto, va corretto perché non adeguato ad attivare il lavoro».

Il primo luglio parte l`assegno, ma anche i licenziamenti. Condivide l`allarme dei sindacati e la richiesta di proroga?
«Condivido la preoccupazione. Ma l`obiettivo di questo governo è mettere tutti nelle condizioni di ripartire. Il blocco in sé non è la soluzione. Lo è riattivare l`economia, non lasciando nessuno indietro».

La quota di assunzioni riservata alle donne nel Recovery è aggirabile, pura facciata?
«E una norma molto innovativa. Non c`è solo una condizionalità vera all`assunzione, derogabile solo parzialmente. Ma le imprese dovranno certificare la parità di genere e si introduce una premialità legata al bilancio di genere e alle politiche per la parità. La rivendico. Una rivoluzione».