Famiglia inhomepage pari opportunità

Bonetti: "Assegno unico rafforzato. Bene la manovra ma attuare il Family Act"

Estratto dell'intervista di Emilia Patta, "il Sole 24 Ore", 27 ottobre 2021.

Da una parte una legge di bilancio che per la prima volta introduce delle misure strutturali per la parità di genere come il congedo parentale obbligatorio di 10 giorni per i neo padri e anche l'abbassamento dell'Iva sugli assorbenti igienici femminili (la cosiddetta tampon tax). Dall`altra la partenza a regime, prevista dal primo gennaio del 2022, di quella «rivoluzione fiscale» rappresentata dall'assegno unico per i figli che andrà a sostituire, implementandolo, tutto il variegato sistema di detrazioni e assegni familiari. La ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, capodelegazione di Italia Viva nel governo Draghi, ha più di un motivo per essere soddisfatta.

«Per la prima volta si dà una leva unica, strutturale e universale, per tutte le lavoratrici e i lavoratori, un sostegno fiscale alle famiglie con figli che incentiva il lavoro delle donne». Il decreto attuativo del Family Act che introdurrà la misura in modo strutturale dopo l'assegno ponte anticipato quest'anno e al quale Bonetti sta lavorando assieme al ministero dell'Economia è atteso in Consiglio dei ministri la prossima settimana. Anche perché i tempi sono ormai stretti, visto che il testo dovrà andare all'esame delle commissioni parlamentari competenti per materia e alla Conferenza unificata, che avranno 30 giorni di tempo per il via libera. Rispetto alle ipotesi iniziali l'assegno è stato aumentato: restano circa 180 euro a figlio (la cifra piena sarà assegnata alle famiglie con Isee più basso, con un decalage morbido al crescere del reddito), mentre l'assegno dal terzo figlio dovrebbe salire da 240 a 260 euro.

Assegno unico in dirittura d'arrivo, ministra Bonetti. È soddisfatta?
Sì, si tratta di uno stanziamento imponente, di 20 miliardi di euro l'anno. Finalmente un grande investimento per tutti i figli in tutte le famiglie. Ci sarà poi un importante incentivo per le lavoratrici madri: a parità di reddito l'importo dell`assegno sarà aumentato nel caso in cui entrambi i genitori lavorino (l'ipotesi è di 30 euro in più a figlio fino a 15mila euro di Isee, con un progressivo decalage all'aumentare del reddito, ndr). Una misura che contribuisce a evitare l'abbandono del lavoro da parte delle madri.

Con il congedo di paternità obbligatorio in legge di bilancio le politiche per la parità di genere cominciano a farsi strutturali. Tuttavia, non è un po' poco?
È un primo importante passo. La direzione resta quella del Family act, legge delega attesa alla Camera nei prossimi giorni, che tra l'altro prevede una riforma complessiva dei congedi parentali in un'ottica finalmente paritaria. C'è poi il piano antiviolenza, che nella legge di bilancio diventa strutturale. Proprio ieri ho avuto una riunione con la ministra per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini e gli assessori regionali in cui abbiamo presentato la proposta di risorse strutturali per i centri antiviolenza e una legge per proteggere le donne che denunciano. Nell'ambito della Strategia per la parità di genere di accompagnamento al Pnrr è poi previsto per la prima volta un Italia un Osservatorio nazionale sulla parità. Ieri è stata approvata la legge sulla trasparenza salariale, che comprende la certificazione della parità di genere delle imprese. Ricordo poi le condizionalità previste nel decreto semplificazioni per ottenere gli appalti per le opere del Pnrr come l'assunzione di una quota minima di donne e di giovani e la trasparenza salariale.

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa su "il Sole 24 Ore".