17/10/20
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Bonetti: "Asili e famiglie, arrivano i fondi di sostegno”

Intervista del "Quotidiano Nazionale", 17 ottobre 2020. 

Più asili nido e aiuti concreti ai caregiver familiari. Ad annunciare le nuove misure la Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti.

Ministra, a che punto è la legge sui caregiver familiari? Sono stati sbloccati i fondi per sostenerli?

 

«La legge è incardinata in Senato ed è un provvedimento che merita celerità nella sua approvazione perché stabilizza per la prima volta in Italia la figura del caregiver familiare.

Il provvedimento farà il suo iter e ci impegneremo perché abbia adeguati finanziamenti. Ma in conferenza unificata Stato-Regioni ieri abbiamo fatto un passo atteso e importante, anticipando subito dei fondi a sostegno delle famiglie che si prendono cura di persone non autosufficienti.

La chiusura dei servizi e la fatica del periodo del lockdown hanno pesato ancora di più su queste famiglie. Mi ero personalmente impegnata a dar loro il sostegno dovuto e sono soddisfatta».

 

Come funzionerà in pratica?

 

«Abbiamo ripartito 68 milioni di euro che andranno alle Regioni per i Comuni, i tempi sono quelli della pubblicazione del decreto di riparto. Le Regioni organizzeranno i bandi o le iniziative che riterranno più opportune per erogare queste risorse.

Abbiamo indicato alcune priorità tra cui i casi di disabilità grave anche in età precoce, chi non ha avuto accesso alle strutture dedicate durante l'emergenza e chi voglia ora il ritorno a casa dei propri familiari ricoverati.» 

 

Novità dalla conferenza Stato-Regioni anche sugli asili nido?

 

«Abbiamo raggiunto un'intesa anche su 700 milioni che saranno erogati tramite le Regioni ai Comuni per la costruzione, la riqualificazione e la messa in sicurezza di asili nido, scuole dell'infanzia e centri polifunzionali di aiuto alle famiglie.

Nella legge di bilancio 2020 avevo ottenuto che fossero previsti a questo scopo 2 miliardi e mezzo di euro tra il 2021 e il 2025: queste risorse sono una prima tranche, il 60% andrà ai Comuni delle aree svantaggiate.

In Italia siamo sotto la soglia del 33% chiesta dall'Europa, ma ci sono Regioni addirittura al di sotto del 10%: è l'ora di fare un investimento sul diritto all'educazione, garantito anche dalle scuole private. Questo aiuterà anche a promuovere il lavoro delle donne».

 

Insomma già dal nido ci sono bimbi di serie A e di serie B...

 

«La possibilità o meno di accedere a servizi educativi in età 0-6 anni è uno dei primi elementi di disuguaglianza: si crea un divario e una distanza che poi non si correggono più. Le Regioni, non solo in Italia ma anche in Ue, con il più basso tasso di servizi hanno anche il più basso tasso di lavoro femminile e di natalità».

 

Teme che altri governatori seguano l'esempio di De Luca sulla chiusura delle scuole?

 

«Mi auguro che questa scelta sia isolata e che la Regione Campania la riveda il prima possibile (ieri ha riaperto gli asili, ndr) nell'ottica di una proposta, da perseguire senza se e senza ma, che le scuole siano le ultime realtà a chiudere.

I dati ci dicono che il contagio non è nelle scuole: allora tuteliamo il diritto dei ragazzi rispettando regole e comportamenti sociali fuori dalle scuole che impediscano di chiuderle».