06/03/20

Boschi: «Bene il governo, ora mutui e cantieri»

"Intervista a Maria Elena Boschi, di Emilia Patta, "il Sole 24 Ore", 5 marzo 2020

«Per noi la priorità è sospendere subito il pagamento dei mutui e dei prestiti a famiglie e imprese, non solo nella zona rossa, ma in tutta Italia fino alla fine dell'anno. E poi puntare sullo sblocco delle opere pubbliche: oltre 120 miliardi di euro fermi che con il nostro piano "Italia Shock" chiediamo di far ripartire». Nel giorno in cui il Governo prende la misura draconiana della chiusura delle scuole e delle università in tutto il Paese Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva alla Camera, lancia l`allarme sull'altro fronte dell'emergenza: i ricaschi economici, a partire dalla liquidità per le aziende. Da qui la proposta avanzata in queste ore dallo stesso ex premier Matteo Renzi di sospendere il pagamento dei mutui e delle rate dei prestiti alle banche per tutto il 2020.

Onorevole Boschi, le risorse che il Governo si appresta a stanziare - poco meno di 4 miliardi - sono dunque insufficienti?
No, non è questo il punto. Entrambe le misure da noi proposte - sospensione dei mutui e piano shock per sbloccare le opere - non costano un euro in più allo Stato. Usiamo i 4 miliardi per estendere le misure di tutela dei lavoratori, a partire dalla cassa integrazione, oltre i limiti oggi previsti e a prescindere dal numero di dipendenti. E poi pensiamo al blocco dei contributi che le aziende devono versare.

Credete che occorra agire in deficit prima ancora di aprire la trattativa con la Ue?
l ministro dell'Economia Gualtieri fa bene ad essere prudente. Per un principio di leale collaborazione prima si fanno valere le proprie ragioni in Europa, cercando una condivisione. Poi dobbiamo essere pronti a tutelare al meglio le nostre aziende e la nostra economia con ogni mezzo.

Quali sono le misure giuste tra quelle che il Governo si appresta a prendere e che cosa manca a vostro avviso?
Sicuramente condividiamo l'idea di tutelare i lavoratori in ogni modo perché non siano loro a pagare il prezzo del coronavirus. E saremo lealmente al fianco del Governo perché in questo momento occorrono responsabilità e unità. Per ridare fiducia al sistema però occorre rinviare anche una serie di adempimenti o tasse che affaticano soltanto le imprese, come i nuovi obblighi dell'articolo 4 del decreto fiscale, sugar tax e plastic tax.

Come pensate si possa far fronte ai costi della sospensione dei mutui per le banche?
Chiaramente sappiamo che occorre un via libera dalla Bce per evitare ipotetiche crisi di liquidità per le nostre banche e soprattutto un peggioramento della valutazione patrimoniale da parte della vigilanza. Credo, però, che il governo debba fare sua questa battaglia in Europa e sono convinta che il ministro Gualtieri abbia le carte in regola per farlo.

Lo strumento del credito d'imposta per dare sollievo alle aziende vi soddisfa?
Di sicuro deve essere un sistema semplice o diventa inefficace. Ci possono essere misure più dirette che funzionano meglio del credito di imposta e che il Governo sta valutando. Vedremo.

Martedì sera avete presentato al premier e ai capi delegazione l'articolato del piano shock per far ripartire i cantieri. Quale è stata l'accoglienza?
Trovo positivo che il Governo abbia insistito per avere il nostro articolato, nero su bianco, perché i tempi stringono. Abbiamo presentato il Piano Italia shock a novembre per la prima volta. Inizialmente le nostre idee sono state accolte con battutine e diffidenza da vari esponenti della maggioranza. Oggi tutti sembrano finalmente convinti. Non conta chi ha avuto per primo l'idea, conta che si realizzi.

Solo due settimane fa Italia Viva ha posto una serie di questioni a Conte ventilando anche l'uscita dall'esecutivo. La prospettiva è cambiata? Valuterete le risposte che si daranno nelle prossime settimane sul fronte emergenza?
Il coronavirus ha cambiato l'agenda di tutti noi, a cominciare da quella delle famiglie e delle imprese. Dal primo momento, abbiamo detto zero polemiche e concentriamoci sull'emergenza. Il presidente del Consiglio sarà valutato prima di tutto dagli italiani sia per come saprà gestire l'emergenza sanitaria, sia per la risposta economica. Abbiamo tutti bisogno di chiarezza e di una sola voce che possa indicarci un percorso, anche se difficile. Da parte nostra, faremo tutto il possibile per dare una mano.