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Elezioni 2022, Bendinelli: "Non si può dire no a tutto. Mi preoccupa l'assistenzialismo"

Intervista di L.F., "Corriere di Verona", 22 settembre 2022.

Classe '74, veronese di Caprino, Davide Bendinelli è un imprenditore laureato in economia. L'ingresso in politica avviene nel '99 da assessore provinciale al turismo. Sindaco di Garda dal 2001 al 2010, rieletto nel 2016 e confermato l'anno scorso. Nel 2018 diventa deputato e a fine 2019 entra in Italia Viva. Oggi è candidato alla Camera per Italia Viva - Azione con Calenda nel collegio uninominale di Villafranca.

Le risposte.

1. Reddito di Cittadinanza.
Così com'è, il reddito di cittadinanza va smantellato. Bisogna riformarlo per renderlo una misura di vero sostegno sociale e non un strumento di puro assistenzialismo che premia chi non ha voglia di lavorare.

2. Governo Draghi
Siamo sempre stati coerenti: l'agenda Draghi è per noi prioritaria, lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo. Fosse lui il prossimo Presidente del Consiglio non potremmo che essere contenti. Ha detto «no»? E che altro avrebbe potuto dire. Anche Mattarella aveva detto di non essere disposto a un secondo mandato: bisogna vedere quindi quali saranno le condizioni che si presenteranno dopo il voto. Si creasse una situazione di stallo, l'unica strada è unire le forze moderate e riformiste sull'esperienza del Governo Draghi.

3. Infrastrutture.
Siamo assolutamente favorevoli a opere che sono indispensabili per lo sviluppo produttivo del Paese. Mettere in collegamento merci e persone in maniera più veloce è cruciale per il futuro. Non possiamo rimanere indietro.

4. Energia.
Il nostro programma è chiaro. Veniamo da anni di No a tutto: no al Tap, no ai rigassificatori, no alle trivelle, no ai termovalorizzatori, no al biogas in agricoltura. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: oggi l'Italia non è un Paese autosufficiente dal punto di vista energetico ed è più in difficoltà rispetto ad altri Paesi in quanto ad approvvigionamento di energia. Sono favorevole al nucleare di ultima generazione. Gli investimenti sulle rinnovabili vanno fatti, ma chi pensa che pannelli fotovoltaici e pale eoliche possano renderci autosufficienti, è fuori strada. In Italia non ci sono le condizioni per creare parchi eolici come nel Mare del Nord. Prendiamo ad esempio le pale eoliche a Rivoli, vicino al lago di Garda: oltre ad aver procurato un danno ambientale, soddisfano poco il fabbisogno energetico del nostro territorio.

5. Autonomia.
Sono stato uno dei primi firmatario della legge che ha consentito a Zaia di indire il referendum del 2017 che poi non ha avuto il minimo seguito. I paladini dell'autonomia sono stati i primi ad abbandonare il proprio cavallo di battaglia al suo destino. Ora, in campagna elettorale il tema dell'autonomia torna di moda, ne parlano tutti, anche il Pd, ma dopo il voto se ne dimenticheranno. Fratelli d'Italia è sempre stato un partito contrario all'autonomia, ora vedo che gli fa comodo. Ma un partito statalista l'autonomia non la farà mai. Sono a favore dell'autonomia e del federalismo fiscale; meno Stato invadente al nord, e più Stato efficiente al sud.

6. Giustizia.
Facciamo prima a dire quali non sono le falle. La prima falla del nostro sistema giudiziario è l'assoluta mancanza di responsabilità per gli errori commessi dai magistrati. Come tutti i professionisti, dovrebbero pagare anche loro per gli errori commessi. Tratterebbero i processi con meno superficialità. Per una persona, essere rinviato a giudizio è già una pena. Sono a favore della separazione delle carriere e a porre un argine alla lungaggine dei processi. Sono tutti aspetti da tenere in considerazione per attuare una riforma della giustizia che va fatta.