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Belluno, Sirena e Reolon lasciano il Pd ed entrano in Italia Viva

La notizia sul Corriere delle Alpi, 24 gennaio 2021

Due ingressi di peso per Italia Viva, che negli ultimi giorni ha registrato il tesseramento di Ernesto Reolon, uno dei massimi dirigenti del Partito Democratico, e di Toni Sirena, giornalista e intellettuale di primo piano in città. Per entrambi la decisione è arrivata nelle ore della crisi di governo e Gaetano Rizzo, uno dei due coordinatori provinciali del partito di Renzi ammette: «Sono due belle sorprese, soprattutto dopo la delusione del voto alle regionali. Penso che il Pd, a Belluno come a Roma, sia in difficoltà perché insegue il M5S e si sta involvendo nei Ds».

Il dirigente Pd.

Ex assessore a Limana, già sindacalista della Cgil, Ernesto Reolon era iscritto al Pd fin dall’inizio e ha retto il partito per sei mesi come commissario in vista del congresso che ha eletto Monica Lotto. Inoltre, fino a pochi giorni fa, oltre a far parte della segreteria, Reolon era anche responsabile del tesseramento del Pd. «Da Tempo provavo un certo disagio rispetto alle politiche del Pd», spiega Reolon, «appiattito sull’azione di governo. Molti dirigenti criticano questa situazione, ma nessuno prende una posizione netta. Inoltre non condivido la strategia di una coalizione con il M5S, contro il quale non ho nulla, ma c’è una divergenza programmatica di fondo, abbiamo sentire diversi. Renzi ha fatto benissimo a sollevare il problema aprendo la crisi di governo: l`economia è in crisi da due anni e tutte le proposte di Italia Viva sono cadute nel nulla. A novembre 2019 abbiamo chiesto di sbloccare le grandi opere e solo ora arriva la nomina dei commissari. Era necessario uno scossone, il governo deve governare anche con celerità». Nulla da recriminare, invece, a livello provinciale: «La mia è una critica a livello nazionale. A livello locale restano immutati la stima e il rispetto».

L’intellettuale.

Giornalista, scrittore, già a capo del Corriere delle Alpi nei suoi anni più ruggenti, anche Toni Sirena era iscritto al Pd prima della svolta verso Italia Viva: «È il partito di centrosinistra più lucido in questo momento, l’unico che capisce la situazione di oggi e soprattutto quella che dovremo affrontare domani», sottolinea Sirena. «Fra qualche settimana, ci troveremo con un milione e mezzo di disoccupati in più e con un debito pubblico stratosferico che ci porterà verso la catastrofe. E da questo governo non si vedono risposte adeguate. Il Pd è ostaggio, se non succube, dei 5S. Il Recovery pian è un elenco di "faremo", "dovremo fare", senza obiettivi precisi, senza date, senza una strategia. Il Mes non lo si vuole. Non si possono spendere i soldi del Recovery con sussidi, bonus, ristori, reddito di cittadinanza e così via. Bisogna cogliere l’occasione dei molti soldi che arriveranno per cambiare davvero l’Italia. Il Pd cerca un accordo sistemico, strategico con i 5S. È una follia. Questo governo era nato sull’emergenza. Oggi il Pd continua senza timone, con una deriva verso il populismo. Italia Viva ha criticato questo andazzo, e ha presentato le sue proposte. È stato preso a pesci in faccia da Conte e dal Pd, che hanno risposto alle proposte e alle critiche con accuse non di tipo politico, ma moralistico, dicendo più o meno con spocchia "vorrà dire che faremo senza di voi", cioè andando alla caccia di improbabili responsabili».