Governo inhomepage

Bellanova: "Tap e gas, aspettiamo le scuse dei Cinque Stelle"

Intervista di Aldo Torchiaro, "il Riformista", 22 febbraio 2022.

Teresa Bellanova scuote la testa: "I populisti? non hanno nessun bisogno di affrontare i problemi reali. Cavalcano rabbia, invidia, alimentano rancore sociale, avvelenano i pozzi su questioni maledettamente serie costruendo rendita politica. In buona parte è la parabola dei 5Stelle. Hanno trovato buona sponda su più fronti, anche nei partiti del centro sinistra e anche nelle istituzioni, da Vendola a Emiliano. Le accuse? Connivenza col nemico, intesa con le lobby dei petrolieri, stuprare il territorio, diffondere veleni nelle campagne. Proprio a me che, venendo da una famiglia contadina, ho sempre sostenuto l'importanza delle buone pratiche agricole per l'eccellenza dei nostri prodotti e del nostro agroalimentare".

E dire che se adesso dobbiamo fare i conti con bollette del gas salatissime e con una dipendenza preponderante dalla Russia, le dinamiche erano note da tempo. E ben prevedibili. Piccola pausa di Bellanova: "Adesso, dalla Viceministra Todde al Sottosegretario Di Stefano, auspicano la possibilità che Tap raddoppi la capacità di esportazione. Arrivano con un po' di ritardo perché all'inizio del mese proprio di questo la Commissaria europea all'Energia Simson ha discusso con il Presidente azero Aliyev. Nel frattempo direi che il minimo sindacale sarebbe scusarsi per tutto lo scempio seminato".

Il sottosegretario Di Stefano dice che è cambiata la fase.
"Argomentazione risibile. Non regge ed è infantile. È compito della politica avere uno sguardo lungo sulle questioni. Già nel 2014 dicevo: questa infrastruttura è strategica per la diversificazione delle fonti e degli approvvigionamenti energetici, per l'uso del gas come fonte di transizione come indicata nella Strategia energetica nazionale. Sapere quali sono gli assetti produttivi del proprio paese e come dipendono dagli equilibri geopolitici non è un optional. Ed è evidente che l'interdipendenza nelle forniture di gas per paesi manifatturieri come l'Italia e la Germania è - non da adesso - tema di enorme portata. La necessità di maggior rifornimento di energia a costi più calmierati, di maggior indipendenza nell'approvvigionamento del gas da altri Paesi, è da sempre sotto gli occhi di tutti. La verità è che su Tap, anche all'interno del Pd, la comunità politica di cui facevo parte, molti hanno preferito essere sponsor dei 5Stelle piuttosto che difendere quanto il Governo nel frattempo andava decidendo. E sì che, dopo Monti, sono stati tutti dem i Presidenti del Consiglio che si sono avvicendati, da Letta a Renzi a Gentiloni. E che lo stesso Presidente Mattarella, in visita ufficiale in Azerbaijan nel luglio 2018, lo ricorda?, ha rivendicato la strategicità di quell'infrastruttura sottolineando l'impegno comune a portarla a termine. Perché Conte, da presidente del governo giallo-verde, se ne accorgesse, è stata necessaria la tirata di orecchie da parte di Trump. L'avvocato, come al solito, ha giocato su più tavoli con dichiarazioni per ogni occasione. Nel frattempo lui e l'allora Ministra per il Mezzogiorno Barbara Lezzi, quella che non avrebbe mai steso l'asciugamano sul tubo del gasdotto, hanno fatto perdere al Salento 55 milioni di investimenti aggiuntivi da parte di Tap e Snam, per cui avevamo lavorato insieme a De Vincenti".

Ancora una pausa: "Sì, Tap ed Ilva sono veramente due snodi emblematici. Questi signori si sono potuti permettere di distruggere le esistenze altrui dai palchi dei comizi e nelle piazze perché, anche a partire dal Pd, non sono stati attivati gli anticorpi necessari a far muro contro populismo, violenza, rancore, rabbia e incompetenza. Addirittura, sono stati assecondati quando additavano i presunti nemici del territorio e dei cittadini". Il ricordo va al 2018. Bellanova rivive l'acredine insopportabile con cui veniva accolta negli incontri elettorali fatti sul territorio. Lei provava a ragionare di rilancio territoriale, le replicavano a suon di insulti e di minacce. Dunque a volte bisognava smontarla, l'agenda, perché la Questura sconsigliava di sottoporsi a rischi troppo alti.

Chiedo a Bellanova di commentare alcune immagini. Sono le foto nel Comune di Melendugno di Massimo D'Alema, della pentastellata Barbara Lezzi, di altri esponenti politici che, accanto al sindaco Marco Potì, firmano il Patto contro Tap. L'impegno, una volta eletti, è bloccarne la realizzazione. Un fronte ampio che nei mesi precedenti aveva già visto in prima fila financo il presidente della Regione Emiliano, quello che "chi vuole Tap è al soldo delle lobby", e, ancora prima, Nichi Vendola. "La saldatura di cui parlavo è questa. Il modo migliore per concimare l'antipolitica".

Anche D'Alema? Bellanova non fa una piega: "Lei come lo definirebbe uno che prima parla del Tap come di un innocuo tubicino, necessario alla diversificazione e all'indipendenza energetica, e poi in campagna elettorale firma per non realizzarlo?". Gli unici a beneficiare della dipendenza italiana dal gas russo, d'altronde, sono i russi. Non ci sarebbe voluto neanche tanto a capirlo.