27/10/20
paese istituzioni

Bellanova: "Sbagliato chiudere le scuole e tradire i commercianti. Il paternalismo fa solo danni"

Estratto dell'intervista di Fabio Martini, "la Stampa", 27 ottobre 2020.  

Sul finire di una giornata riscaldata da un'improvvisa vampata polemica all'interno una maggioranza che nicchiava da settimane, la ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova - l'ex bracciante pugliese diventata la voce forte di Matteo Renzi nel Consiglio dei Ministri - tiene il punto sulla richiesta del suo partito di rivedere gran parte del Dpcm appena varato: «Davanti a scelte così delicate e cruciali, non si può dire "si fa così perché si deve fare". Non è negoziabile il diritto-dovere, puntualmente derubricato, di disporre di dati scientifici e quadri di conoscenza su cui orientare la responsabilità delle scelte. Significa anche poter agire con maggiore precisione lì dove è necessario».

Il Pd si è sentito spiazzato dal vostro posizionamento a difesa di diversi "segmenti sociali", soprattutto cinema e teatri che avrebbero dovuto essere difesi dal ministro Franceschini? E comunque non pensa che sia irresponsabile soffiare sul fuoco dopo aver preso una decisione?
«Nessuno soffia sul fuoco, tantomeno abbiamo i piedi in due scarpe. Ripeto quanto abbiamo sempre detto, inascoltati. La giornata di sabato mi ha segnato molto...» .

Cosa è accaduto veramente nelle ore in cui si sono decise le ultime misure? Un asse tra Pd, Speranza e una parte del Comitato tecnico-scientifico?
«Piuttosto un asse tra ministri. Sabato ho ribadito, per tutta la giornata, che la chiusura dei ristoranti alle 18 fosse sbagliata, come peraltro indicavano le Regioni, e così quella di palestre, cinema, teatri. Lo stesso Cts, per voce del Ministro della Sanità che ha letto parte di un verbale, aveva avanzato dubbi sull'utilità della chiusura anticipata, segnalando il rischio che si potessero incentivare convivialità domestiche ben oltre i conviventi».

Scuole e ristoranti non sono oggettivamente luoghi pericolosi, al netto del rigore messo in opera da presidi, insegnanti e proprietari?
«Chi ha fatto sforzi e investimenti per mettersi in regola e rispettare le norme non deve sentirsi tradito. E le scuole devono restare aperte. Pianificando meglio, insieme ai dirigenti scolastici, i trasporti. Uno snodo non aggirabile».

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa a questo indirizzo.