L'intervento pubblicato da "la Gazzetta del Salento", 20 marzo 2022.
Confindustria fa da megafono al grido disperato degli imprenditori salentini, in particolare di quelli del settore costruzioni e meccanica, letteralmente messi in ginocchio dai costi alle stelle dell'energia e dei materiali, questi ultimi peraltro introvabili. Ieri, Valentino Nicolì e Nicola Delle Donne, presidenti di Confindustria e di Ance hanno invitato nella sede di via Fornari la viceministra a Infrastrutture e Mobilità Teresa Bellanova, alcuni parlamentari, consiglieri regionali, funzionari di Anas, Acquedotto pugliese e di Anci. Un unico obiettivo: trovare insieme soluzioni per scongiurare un'emergenza sociale senza precedenti, alla luce del fermo delle imprese, una dietro l'altra.
La viceministra ha ricordato quanto ha fatto il Governo e quanto ancora farà. «Il Governo continua a studiare nuove strategie da rafforzare nell'immediato per mitigare gli effetti della crisi su piccole, medie e grandi imprese» ha assicurato Bellanova, invitando a non mettere in atto contrapposizioni che sarebbero dannose.
«L'impegno del Governo e del Ministero è chiaro - ha spiegato Bellanova - ed è nero su bianco anche nel Decreto approvato venerdì in Cdm dove è indicato con chiarezza che alle richieste di accesso al Fondo sull'adeguamento prezzi il Mims può riconoscere un'anticipazione pari al 50% dell'importo richiesto, nel limite complessivo del 50% delle risorse disponibili e nelle more dello svolgimento dell'attività istruttoria per la concessione della compensazione per il caro prezzi».
«Nelle stesso Decreto che aggiunge queste misure a quelle già previste dai Decreti sostegni-bis e ter e dal Decreto energia, ma anche a quanto indicato nella Legge delega sul codice dei contratti pubblici adesso all'attenzione della Camera - ha aggiunto la viceministra - sono previste anche nuove misure di tutela per tutte quelle imprese costrette a sospendere le attività in corso causa l'insostenibilità dei costi delle materie prime. Contempliamo, infatti, la possibilità che, sino al 31 dicembre 2022, le variazioni in aumento dei prezzi di materiali da costruzione rilevate dai decreti del Mims e gli aumenti dei prezzi carburanti, combustibili, energia elettrica e gas naturale dei prodotti energetici, se incidono sul regolare svolgimento dei lavori o sulla regolare esecuzione dei servizi o delle forniture, siano valutati come causa di forza maggiore per consentire eventuali sospensioni ed evitare l'applicazione di eventuali penali per ritardata esecuzione dei lavori».
«Non ultimo - ha concluso Bellanova - con il Decreto stabiliamo, inoltre, che se l'aumento eccezionale dei costi impedisca di ultimare come da contratto i lavori, i servizi o le forniture contrattualmente previste, questo non debba essere imputabile all'esecutore così da poter ottenere la proroga sui tempi di esecuzione ed evitare l'applicazione di eventuali penali per il ritardo nell'esecuzione dei lavori. Una norma saggia e di buon senso, utile a non incrinare i rapporti tra committenti ed esecutori».
