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Bellanova: "Il Reddito di Cittadinanza è stato un fallimento. Non bastano i ritocchi, serve una riforma"

Estratto dell'intervista di Alessandro Di Matteo, "la Stampa", 12 novembre 2021.

Il reddito di cittadinanza è stato «un fallimento», anche dal punto di vista della lotta alla povertà, serve un complessivo ripensamento delle «politiche del lavoro e sociali» e nessuno può permettersi di distribuire «patenti su chi è di centrosinistra e chi no». Teresa Bellanova, Iv, viceministra alle Infrastrutture, spiega che non basta la «mediazione» trovata da Mario Draghi nella legge di bilancio e rinfaccia al Pd di avere cambiato idea sul reddito di cittadinanza solo per «incoronare» Giuseppe Conte come «federatore» del centrosinistra.

Lo scontro sul reddito di cittadinanza sale di livello, continuano ad uscire casi di abusi, il centro destra chiede di abolirlo. Basta una riforma o va cancellato?
«Io ritengo necessario ridefinire le politiche del lavoro e le politiche sociali. È stata fatta una grande confusione su temi che sono molto delicati. Non si può mettere insieme il contrasto alla povertà e le politiche per il lavoro, affrontando tutto con lo stesso strumento. Devi avere un'idea su come contrastare la povertà delle persone incollocabili e capire come puoi aiutare ad uscire dalla povertà le persone che possono entrare nel mondo del lavoro. Questo è il discrimine. Oggi chi valuta se una persona è occupabile o no? Con il reddito di cittadinanza si è perso tempo. Non sono partite le politiche attive, l'Anpal è stata nelle mani di uno che di tutto si è occupato meno che di politiche attive...».

Anche Matteo Renzi ha polemizzato su quelli che «rubano» il reddito di cittadinanza. Ma il ministro Orlando, e anche il presidente Inps Tridico, parlano di una campagna strumentale.
«Nel Mezzogiorno, in modo particolare, ci sono fasce di disoccupazione amplissima. Cosa vogliamo fare, un patto inaccettabile dove anziché dare un lavoro e quindi dignità a queste persone diamo un sussidio? E cosa dici ai senza fissa dimora, che gli mandi una chiamata e se non si presentano gli togli il sussidio? Come ti occupi di queste persone con il reddito di cittadinanza, quando in gran parte non arrivano nemmeno a fare la domanda? È uno strumento che si è rivelato un fallimento. Al di là dei furbetti, che non sono secondari, servono politiche attive, patti territoriali per coinvolgere le imprese. Serve uno stato amico, non uno stato che elargisce soldi per un periodo». 

Qualcuno da sinistra dirà che anche su questo finite per essere più vicini al centrodestra...
«Ho la sensazione che da un po' di tempo si sia aperto un ufficio che distribuisce patenti su chi è di centrosinistra e chi no. Qualcuno non ricorda che il RdC e i "decreti sicurezza" sono frutto di un patto fra Lega e M5s. Quando stavo nel Pd abbiamo combattuto insieme quello strumento... Poi capisco che per incoronare l'unico "federatore della sinistra" non rammentino che è stato proprio quel federatore a firmare quei patti. Ma è lui di sinistra? Sono di sinistra quelli che hanno fatto una norma per dire che devi avere almeno dieci anni di residenza in Italia per avere il Reddito di Cittadinanza? Io sarò all'antica, ma proprio non riconosco a questi personaggi il diritto di darmi una patente e di collocarmi in un campo che non è il mio. Il mio campo non è la destra».


Chi lo desidera può leggere l'intervista completa a questo indirizzo.