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Bellanova: "Qui servono nuove idee"

Intervista di Gualtiero Lugli, "Milano Finanza", 24 dicembre 2020.  

È stata ribattezzata la tregua di Natale. Perché quella tra il premier Giuseppe Conte e il leader di Italia Viva Matteo Renzi su come gestire l'enorme liquidità da oltre 200 miliardi di euro in arrivo dall'Europa è tutt'altro che una partita chiusa. Ma se fino a pochi giorni fa sembrava molto vicino un cambio di pedine ai vertici di governo, oggi la possibilità sembra accantonata. "Quello del rimpasto non è un nostro tema", ha assicurato la ministra delle Politiche agricole, forestali e ambientali Teresa Bellanova in questa intervista a Class Cnbc.

Domanda. Il premier sembra abbia fatto un passo indietro sulla task force per gestire il Recovery fund che voi contestate. Alla luce dell'ultimo incontro che avete avuto, un accordo è più vicino?
Risposta. Il nostro primo obiettivo è utilizzare le risorse che arriveranno dall'Europa per risolvere problemi, non per dare incarichi. Per quanto riguarda la struttura della governance abbiamo avuto un confronto molto acceso con il premier e con il resto della coalizione. Se ci sono forze di governo che intendono esautorare i ministeri, le regioni, la pubblica amministrazione dalla gestione delle risorse per darla nelle mani di sei esperti e trecento tecnici sulla base di ragioni amicali, noi ci opponiamo. Il presidente ha preso atto del problema e questo ci fa molto piacere. Poi ci dovrà essere una struttura per monitorare i progetti, ma è cosa diversa monitorare dal sostituirsi alle funzioni che la Costituzione assegna ai ministeri.

D. Dopo l'incontro ha detto che presenterete un documento più puntuale sul Recovery fund. Di cosa si tratta? Quali sono le priorità?
R. Innanzitutto le infrastrutture. Noi su questo siamo sempre stati in prima linea. Ci sono opere che possono essere subito realizzate, ma non vengono nominati i commissari. Poi la digitalizzazione, la sicurezza alimentare e iniziative che creino lavoro. Puntare per esempio sulla meccanizzazione, considerando che in Italia c'è un'elevata produzione di macchine agricole. A marzo ci sarà lo sblocco dei licenziamenti e ci saranno esuberi che si aggiungono a quelli già creati quest'anno dalla crisi. A quelle persone bisogna dare una risposta. Se non vogliamo che l'emergenza sociale diventi una questione di ordine pubblico dobbiamo immaginare immediatamente politiche attive, strumenti di sostegno alle imprese in particolare al Mezzogiorno. Il Paese è in ginocchio e non si risolleva soltanto con qualche tranche di cassa integrazione e con i bonus. Servono idee. Il Recovery deve andare in quella direzione.

D. Alla luce di quanto detto il governo è al sicuro da possibili rimpasti?
R. Noi di rimpasto non parliamo, non è un tema di Italia Viva. Abbiamo iniziato a parlare nel merito. Costruiamo un'idea comune di sviluppo del Paese con l'utilizzo delle risorse europee e sulla base di questo il governo misurerà la sua capacità di tenuta.

D. Italia Viva è compatta nel ritenere il Mes una risorsa, ma all'interno dell'esecutivo diversi suoi colleghi, in particolare del M5S, non la pensano allo stesso modo. Anche il Mes rientra nelle richieste presentate a Conte?
R. Nel Recovery i fondi destinati alla sanità, 9 miliardi di euro, non sono sufficienti e l'ha detto anche il ministro della Salute, Roberto Speranza. Poi qualcuno vuole fare ironia e dice che in realtà i miliardi sono 15 perché 6 sono destinati all'efficienza energetica. Se una persona ha bisogna di cure mediche che fa, chiama una pala eolica o un pannello fotovoltaico? La realtà è che in molti territori ci sono difficoltà per trovare i posti letto e la prevenzione è quasi abbandonata perché i medici sono concentrati sull'emergenza Covid. La soluzione deve essere nel sistema sanitario. Allora perché non usare i 37 miliardi del Mes, che hanno minori condizionalità rispetto al Recovery?

D. C'è tuttavia da considerare che nelle ultime settimane il rendimento dei nostri titoli di Stato è sceso considerevolmente e continua a scendere. Poiché il Mes è un prestito, sebbene con un basso tasso d'interesse, non pensa che stia diventando sempre meno conveniente?
R. Il ministro dell'Economia dice che ci farebbe risparmiare soltanto 300 milioni l'anno. È quel soltanto che mi irrita. Con quei soldi si possono far entrare più ambulanze in un pronto soccorso. Sono utili anche 300 milioni e bisogna sfruttarli per fronteggiare un'emergenza che non è finita.

D. Al momento il governo è salvo ma la possibilità di un governo guidato da Mario Draghi è fantapolitica o c'è qualcosa di concreto?
R. Non sono io la persona che deve fare questo tipo di valutazioni. C'è un custode della Costituzione, il presidente Sergio Mattarella, che ha la piena fiducia di Italia Viva. Mi limito a dire che Draghi gode di tutta la mia stima.