29/12/19
Italia Viva Governo parlamento

Bellanova: "Ora basta totem. Via il reddito di cittadinanza. E ridiscutiamo Quota 100"

"C'è un'ansia generalizzata di annettersi Conte, soprattutto nel Pd. Ma l'importante è che il governo riesca a cambiare passo": intervista alla Ministra Bellanova di Giovanna Casadio, "la Repubblica" del 29/11/2019.

«Come giudico il bilancio di fine anno del premier Conte? Non ho seguito la conferenza stampa perché ero in Sicilia a incontrare aziende, agricoltori, amministratori. Ho letto poi le agenzie di stampa. E quando il presidente del Consiglio ha detto che nessuno è indispensabile, beh lo condivido: vale per tutti».

Teresa Bellanova, la ministra renziana dell`Agricoltura, declina le priorità del governo in modo diverso: «Mi aspetto che il governo cambi passo e che non ci siano totem. Sul reddito di cittadinanza facciamoci una domanda e diamoci una risposta: quelle risorse vanno indirizzate in modo più proficuo. Su quota100, io non ho cambiato idea, il Pd evidentemente sì, se non pensa più ad abolirla».

Bellanova, il premier ha bocciato l`idea di nuovi gruppi politici che facciano da stampella al governo, magari capitanati dal dimissionario ministro della Scuola, Lorenzo Fioramonti. Sta nascendo il "contismo"?
«Non so, però vedo che c`è un` ansia di annettersi Conte, in primo luogo da parte del Pd. Registro dichiarazioni, che a noi non appartengono».

E su Conte che si regge questo esecutivo?
«Il governo si regge sulle cose che fa utili per il paese. Sappiamo perché è nato, quali sono le difficoltà ereditate, come sono stati affrontati questi mesi di emergenze. Ora l`esecutivo deve avere la capacità di un respiro più lungo. E allora non è la quantità di parole che si utilizzano ma la qualità delle proposte che si avanzano, a fare la differenza».

Giustizia, burocrazia, fisco, Sud sono le priorità per il rilancio, secondo Conte. Le condivide?
«Di certo c`è il problema giustizia da affrontare, sapendo che la giustizia giusta deve dare serenità alla comunità e ai singoli cittadini e non ha nulla a che vedere con il giustizialismo. Dire Mezzogiorno vuole dire tutto e vuol dire niente. Gli imprenditori che ho incontrato in Sicilia mi hanno detto che il primo problema non sono i finanziamenti pubblici, ma avere infrastrutture che li rendano competitivi a livello internazionale. E se impieghi dalla Sicilia 11 ore per fare arrivare un prodotto sul mercato, non sarai mai competitivo. Per noi di IV, la priorità è il piano Italia choc. Ci sono 120 miliardi di euro già stanziati per infrastrutture e che vanno spesi subito. Questo è importante, non avere l`assillo su chi gestisce le infrastrutture».

Nel Milleproroghe resta quello che lei ha definito l`esproprio proletario, a proposito della revoca delle concessioni autostradali. Ora cosa farete?
«Innanzitutto vorrei un approccio meno approssimativo. Noto una certa aria di sufficienza verso chi vuole contribuire nel merito. I dossier si studiano e si istruiscono e non si cambiano le regole in corso d`opera. Perché il rischio è quello di rendere il paese non più credibile. Basta l`esempio dell`Ilva, dove stiamo giocando sull`orlo del baratro. Comunque per noi quella norma sulle concessioni va cambiata e presenteremo emendamenti in Parlamento».

Altro nodo sul tavolo della maggioranza è lo stop alla prescrizione che entra in vigore tra pochi giorni. Voi renziani fino a che punto porterete il braccio di ferro con i grillini? Fino a fare cadere il governo?
«Ma chi può davvero pensare che le persone debbano essere considerate colpevoli a prescindere?! Nel governo si faccia un approfondimento. Non si possono fare provvedimenti come quello dei 5Stelle che incidono sui diritti dei cittadini».

Taglio dei parlamentari, alt alla prescrizione, revoca delle concessioni: tutte riforme-bandiera dei grillini. Quale contropartita lei si aspetta?
«Non una contropartita politica, ma che il governo cambi passo e che non ci siano totem. Il reddito di cittadinanza dovrebbe servire a collocare al lavoro e invece alimenta il lavoro nero. Facciamoci una domanda e diamoci una risposta: togliamolo, perché non è utile ma dannoso. Quota 100: non so se i parlamentari del Pd che la contestavano quand`erano all`opposizione si sono ricreduti, io no. E invece di ragionare per massimi sistemi, domandiamoci quante donne, quanti carpentieri e persone con mestieri usuranti ne hanno usufruito? Credo nessuno. Le priorità quindi sono altre».