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Bellanova: "Non siamo una Repubblica fondata sui Dpcm e le task force"

Estratto dell'intervista di Giovanna Casadio, "la Repubblica", 9 dicembre 2020.  

«Conte va avanti se non governa contro il Parlamento: non siamo una Repubblica fondata sui Dpcm né sulle task force». Teresa Bellanova, Ministra dell'Agricoltura e capo delegazione di Italia Viva nell'esecutivo, non retrocede. E sul voto oggi sulla riforma del Fondo Salva Stati rincara: «Non abbiamo firmato la risoluzione di maggioranza perché prima vogliamo sentire se Conte nel suo intervento alle Camere, rispetta i patti sul Mes».

Ministra Bellanova, tirerete la corda del governo fino a spezzarla?
«A dover decidere è il presidente Conte. Chi ha l'onore di governare una maggioranza, ha l'onere della sintesi e non deve generare tensioni».

Ma il problema della cabina di regia sul Recovery Plan proposta da Conte, quale è?
«Se quella norma dovesse passare così com'è, si darebbe il via libera ad una sorta di esautoramento delle funzioni e del ruolo dello Stato. Il testo, inviato nella notte tra domenica e lunedì e illustrato lunedì mattina, commissaria i ministeri, la pubblica amministrazione, le Regioni. Assegnando rilevanti poteri sostitutivi a sei responsabili di missione, che verrebbero scelti esclusivamente sulla base di conoscenza personale, e a trecento altri tecnici individuati con lo stesso metodo, liberi peraltro da quelle responsabilità che costituzionalmente sono in capo alla pubblica amministrazione. Aggiungo che il premier non può dire "ce la chiede l'Europa" e poi essere smentito dalla stessa Ue: così si diventa inaffidabili».

E se Conte insiste?
«Quella norma va ritirata. Progettazione, attuazione, capacità di spesa vanno insieme. Se Conte insiste, non so cosa pensano gli altri partiti, so per certo che se la proposta è inserita in un decreto legge, Iv voterà contro in CdM e in Parlamento lavorerà senza sconti per modificarlo. Se malauguratamente dovesse essere presentato surrettiziamente un emendamento al Bilancio, ci costringerà a votare contro la legge di Bilancio».

Temete davvero i pieni poteri del premier o volete contare di più?
«Non abbiamo fatto sconti a Salvini, non facciamo sconti ad altri. Temiamo che si stia deteriorando la qualità della democrazia. Non siamo una repubblica fondata né sui Dpcm né sulle task force, di cui peraltro si è perduta memoria, e che rispondono a chi le fa. L'attuazione del Recovery non è un fatto privato».

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa a questo indirizzo.