03/02/20
Italia Viva Governo

Bellanova: "Non molliamo, il premier deve mediare o il governo può cadere"

Intervista di Giovanna Vitale, "la Repubblica", 3 febbraio 2020. 

Reduce dal palco di Cinecittà, dov'è stata molto applaudita, Teresa Bellanova indossa ancora l'elmetto della combattente renziana. Ne ha per tutti. Per il premier Conte «a cui siamo leali ma pretendiamo rispetto». Per il M5S che «sulla prescrizione rischia di andare a sbattere». Per il Pd «che deve scegliere fra riformismo e massimalismo, le alleanze non sono mai scontate, dipende dai programmi».

Ministra Bellanova, sulla legge Bonafede Renzi ha lanciato un aut aut: o si fa come dice lv o addio Conte2. Fate sul serio?
«Noi non abbiamo mai cambiato posizione. Più volte abbiamo ribadito che sulla prescrizione pretendiamo il rispetto della Costituzione. I cittadini hanno diritto a una giustizia giusta. E meglio di noi lo dicono gli avvocati penalisti e il primo presidente della Cassazione. Ora, si può pure ironizzare sul fatto che Iv sostenga la legge che porta il nome di Andrea Orlando, ma noi eravamo seri allora, quando l'abbiamo approvata, e lo siamo oggi».

Mai però eravate stati tanto espliciti.
«Abbiamo aspettato con pazienza che il presidente Conte avanzasse una mediazione fra le diverse istanze della maggioranza. Non è arrivata. Per cui adesso o si parte della proposta Annibali, che chiede di rinviare di un anno l'applicazione della Bonafede, o siamo tenuti a votare un'altra proposta che rispecchia l'impostazione portata avanti dal precedente governo di centrosinistra».

Quindi voterete il ddl Costa presentato da Fi, col rischio di far cadere il governo?
«Non si baratta il diritto dei cittadini a essere innocenti fino a prova contraria. Non si possono tenere le persone sotto processo a vita. Chi guida un governo ha il dovere di fare sintesi. E il M5S in Parlamento non ha i numeri per decidere da solo».

Ma sarà colpa vostra se il Conte2 non regge.
«L'eventuale responsabilità ricadrà su chi non cerca una soluzione unitaria. Si tratta di una legge varata dal governo Lega-5S, messa in discussione da chi è parte dell'attuale governo. Fra l'altro non vorrei si creasse un precedente per tenere in piedi i provvedimenti più violenti approvati nei 14 mesi gialloverdi».

Compresi i decreti sicurezza?
«Io ritengo che andrebbero cancellati, attendiamo di conoscere la posizione del Pd e del presidente Conte».

Di Maio ha già detto che le modifiche saranno limitate ai richiami del presidente Mattarella. Vi basta?
«I richiami del capo dello Stato sono sacrosanti. Il punto è che quando si sta in una coalizione ci si confronta e si trova un'intesa. Anche qui, parliamo di diritti fondamentali».

Siete contrari anche alla revoca sulla concessione ad Autostrade. Ma allora che ci state a fare al governo se non siete d'accordo su nulla? Solo per conquistare visibilità per far crescere lv, che stenta nei sondaggi?
«Ci continuano a presentare come quelli che danno fastidio e creano problemi, mentre noi vogliamo solo aiutare il governo e quindi il Paese. Noi sosteniamo Conte con lealtà, ma lui non è il nostro idolo e pretendiamo rispetto. Noi non veniamo dopo gli altri, le nostre idee devono avere pari dignità e occorre più riformismo nell'azione dell'esecutivo».

Nel suo intervento ha attaccato il governatore Emiliano. Sarà lei la candidata di lv in Puglia?
«Io sono disponibile a dare una mano per costruire un'alleanza che dia risposte alla comunità pugliese. Per individuare un nome che vada bene all'intera coalizione. E il Pd che deve decidere fra il riformismo e il populismo, se vuole una piattaforma vicina a quella di Stefano Bonaccini o stare con chi, alla prova del governo regionale, si è dimostrato inadeguato».

In prospettiva lv stabilirà un'alleanza organica con il Pd?
«Io penso che il Pd non possa prescindere da un arco di forze che si misurano su una pratica di governo riformista. Ma nulla è scontato, molto dipenderà dalla proposta programmatica e dai contenuti. Anche perché nel Pd c'è chi, ancora oggi, pensa di demolire le azioni messe in campo dal governo Renzi, a cominciare dal jobs act, che ha portato lavoro e maggiori tutele».