16/09/20
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Bellanova: “Noi siamo l'unico argine al populismo. Il Pd? Abbiamo già una casa”

Intervista di Michele Cozzi, "Corriere del Mezzogiorno", 16 settembre 2020. 

Teresa Bellanova, pugliese, ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali: Italia Viva che cosa si aspetta dal voto pugliese?
«La candidatura di Ivan Scalfarotto apre una possibilità: la casa dei riformisti, in Puglia come nelle altre regioni dove Iv è presente con propri candidati, adesso c'è. Mettiamo in campo una nuova classe dirigente, fresca, competente, credibile, appassionata. Un risultato importante di cui siamo fieri. La nostra parola d'ordine è chiara: la Puglia merita di più. Un'apertura di credito al futuro, mentre Emiliano e Fitto sono il passato e due facce della stessa medaglia. Il populismo e il sovranismo: dannosi dovunque e soprattutto in una regione euro-mediterranea come la Puglia».

Il vostro candidato, Ivan Scalfarotto, ha puntato tutta la sua campagna elettorale sul no a tutti: a Fitto, Emiliano, Laricchia. Vi accusano di mirare solo a far perdere Emiliano. Come replica?
«Non replico, sto ai fatti. Noi, +Europa, Azione, diciamo no a Fitto, Emiliano, Laricchia perché offriamo agli elettori pugliesi l'alternativa a un modo di intendere la politica e il governo delle cose da cui siamo distanti anni luce. Il governatore uscente è l'espressione del peggior populismo: ha detto tutto e il contrario di tutto, ammiccato a tutti, controllato il consenso come fosse un bancomat personale, gestito la cosa pubblica da monarca assoluto. E governatore, assessore alla Sanità, assessore all'Agricoltura, fallendo su questi come su altri terreni delicatissimi, per esempio il ciclo dei rifiuti. Ragioni sufficienti per offrire un'alternativa».

Che cosa addebita al presidente Emiliano?
«Malgoverno. Inaffidabilità. Clientelismo. Ho ancora negli occhi la foto di lui seduto al tavolo dove i lavoratori di Sanità Service firmano i contratti. Il lavoro è un diritto, non un favore. Di tutte le persone incontrate in questi mesi non ne ho trovata una che mi abbia detto: ha governato bene. E molti, tra gli amministratori, sentono sotto ricatto i fondi per le loro amministrazione. Se c'è qualcosa di veramente inquietante è questo tenere in scacco le persone, togliendo loro la libertà di scegliere».

Teme ripercussioni sul governo dall'esito del voto?
«Il 20 e 21 si decideranno i governi regionali. Quello nazionale tiene se lavora bene e fa quello che serve. A ognuno il suo».

Bonaccini vi ha invitato a rientrare nel Pd. Come risponde?
«Stefano è un politico di razza, un vero riformista, un amico leale, un governatore eccellente. Noi lo abbiamo sostenuto alle ultime elezioni regionali con la stessa lealtà e senza risparmiarci. Ma il Pd non è fatto solo di Stefano Bonaccini. E noi una casa la stiamo già costruendo mattone dopo mattone».

Il progetto di Italia Viva, sondaggi alla mano, non decolla. Come se lo spiega?
«Siamo nati solo da un anno. Dall'interesse che registro andando in giro, ci stiamo radicando bene e dovunque. Siamo una start up della politica, seminiamo riformismo. Non abbiamo scelto una strada facile. Ma io so che è di questo che c'è bisogno, buone politiche per incidere concretamente sulla qualità del presente e dire con chiarezza il progetto futuro. Dire che l'assistenzialismo non serve è scomodo ma vero. Dire che bisogna cancellare Quota 100 avendo il coraggio di scelte a tutela dei più fragili, è scomodo ma necessario. Dire ai vertici Anpal che hanno fallito sulle politiche attive, e per questo vanno sostituiti, è scomodo ma doveroso. Dateci tempo, siamo quello di cui il Paese ha bisogno».

Ministro, sulla xylella si tarda a vedere una reale azione di contrasto. Cosa intende fare?
«Io e i miei uffici abbiamo fatto le corse contro il tempo per mettere a punto il piano di rigenerazione olivicola della Puglia. Poche parole e molti fatti. E velocità nel trasferire alla Regione le risorse per gli indennizzi e i reimpianti. Per conto nostro, le misure sui ristori per i frantoiani sono già in attuazione. Ho sentito dire da Emiliano che da quando c'è lui la xylella si è fermata. Emiliano ha delegittimato in ogni modo il Commissario per l'emergenza nominato dal Governo Renzi, con l'allora ministro Martina; ha sostenuto la teoria del complotto e le tesi negazioniste; ha fatto di tutto per avocare a sé la gestione dell'emergenza. Il risultato è che dal 2015 ad oggi si è passati da 230mila a 600mila ettari di superficie devastata dal batterio. Nel frattempo, ricordo quanto ho dovuto insistere per difendere le misure destinate nel Piano alla ricerca. Mentre, ad oggi, la Regione tiene ancora bloccato il Ministero su quelle destinate agli espianti. Ho risposto?».