17/10/19
Italia Viva Governo agricoltura

Bellanova: "Un'alleanza Stato-consumatori per spezzare tutta la filiera del caporalato"

La ministra delle Politiche agricole, a margine del tavolo inter-ministeriale per la lotta al caporalato.
di Ale. Fla, Gazzetta del Mezzogiorno, 17 ottobre 2019

Di fronte alla recrudescenza del fenomeno, si è insediato ieri pomeriggio, al Ministero del Lavoro, il tavolo interministeriale contro il caporalato voluto fortemente dal ministro dell'Agricoltura Teresa Bellanova, che con la padrona di casa, la ministra Nunzia Catalfo, ha accolto i dirigenti degli altri ministeri interessati, a partire dall`Interno, e delle Regioni Puglia, Basilicata e Lazio, i sindacati Cgil Flai, Cisl Fai, Uila e Ugl, Confagricoltura, Coldiretti, Alleanza delle Cooperative, la Guardia di Finanza, le associazioni di volontariato e No Cap di Yvan Sagnet.

«Finalmente lo Stato ha un piano di prevenzione e contrasto al caporalato: un lavoro che vede coinvolta tutta la filiera per mettere fuori gioco chi sfrutta», spiega la ministra pugliese illustrando il piano triennale in 10 azioni su cui lavorare, partendo da un metodo nuovo: «Soprattutto in alcune aree di emergenza, si dovrà intervenire d'ora in poi solo con azioni coordinate su alloggi, trasporti, intermediazione legale del lavoro, controlli».

Bellanova ritiene necessarie «una più equa distribuzione del valore nella filiera agroalimentare» e «un'alleanza col cittadino: è il consumatore-spiega al tavolo-che deve aiutarci a spezzare la catena dello sfruttamento, perché se un prodotto viene venduto sotto il costo di produzione, c'è qualcuno che quel costo lo paga».

Uno dei punti del piano è quello di rendere effettiva «l'essenza di precontrollo delle aziende» della Rete del lavoro agricolo di qualità introdotta dalla legge 116 del 2014 ed estesa dalla legge sul caporalato del 2016, «orientando così i controlli sui non iscritti e va rafforzata nell'apertura delle sezioni territoriali e nelle premialità collegate», prosegue il ministro di Italia Viva.

Partendo dal presupposto che «non esistono filiere sporche, ma comportamenti penalmente rilevanti di singole imprese, che dobbiamo perseguire», il tavolo si impegnerà per la semplificazione amministrativa, la condivisione dei dati ed i contratti di filiera».

«Il Piano di contrasto al caporalato lo finanziamo con 85 milioni", sostiene la ministra Catalfo, che ricorda come «7 delle 10 azioni riguardino la prevenzione del fenomeno».

Per «sconfiggere il ruolo del caporale si deve rendere trasparente e scevro da condizionamenti esterni il processo di selezione dei lavoratori, attraverso la messa a punto di un sistema informativo per incrociare domanda e offerta di lavoro», prosegue la ministra del M5s, che ricorda come, secondo Coldiretti, un prodotto alimentare su cinque importato dall'estero non rispetti le normative in materia di tutela della salute e dell`ambiente o i diritti dei lavoratori.