29/09/19
Governo Bellanova

Bellanova: «I dazi fanno male all' Italia»

I dazi di Trump danneggiano i prodotti italiani come il parmigiano. La ministra scrive al premier: serve un`azione diplomatica urgente.

Intervista a Teresa Bellanova di Maurizio Tropeano, La Stampa, 29 Settembre 2019

È necessario e urgente il dialogo con l'amministrazione Usa per scongiurare il rischio» dei dazi sull`agroalimentare italiano. L`appello della ministra dell`agricoltura, Teresa Bellanova, è rivolto al premier, Giuseppe Conte, e al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Tra domani e martedì, infatti, l`organizzazione mondiale del commercio dovrebbe pubblicare l`entità delle compensazioni che gli Usa potranno chiedere all`Ue per gli aiuti concessi per la fabbricazione degli Airbus. Un sostegno giudicato illegale dalla stessa organizzazione. Washington, legittimamente, potrebbe imporre presto tariffe sui prodotti europei per circa 8 miliardi di euro.

Nel mirino aerei, parti di aerei prodotte in Europa, ma anche l`agroalimentare: burro e margarina, whiskey, insaccati di maiale e vitello, caffè e frutta fresca. E a farne le spese potrebbe essere soprattutto il cibo italiano, che rischia di essere tra le vittime principali del braccio di ferro tra la Casa Bianca e Bruxelles.

 

Gli americani, infatti, importano 4,5 miliardi di cibo italiano, il 10% di tutto l'export, e «ipotizzare un aumento delle tariffe doganali o altre forme di ritorsione» può mettere «in serio pericolo posti di lavoro, imprese, famiglie di interi territori», ha spiegato la ministra Teresa Bellanova, ministro dell'Agricoltura nella lettera inviata al premier e a Di Maio.

Solo su Grana Padano e Parmigiano Reggiano l`extra-costo passerebbe da 2,50 euro al chilo a venti, con il rischio di azzerare l`export e in queste settimane il prezzo delle forme è iniziato a scendere di pochi centesimi, certo, ma abbastanza da mettere in allarme migliaia di piccoli produttori e di allevatori.

 

L'appello del ministra punta a sfruttare il margine di discrezionalità della Casa Bianca nell`applicazione delle compensazioni. L'ultima parola nella scelta dell'entità delle sanzioni da applicare ai singoli paesi spetta a Trump e in tanti, anche ieri a Bologna, hanno messo in luce il rapporto privilegiato tra Conte e l`inquilino della Casa Bianca. Il primo ministro parlando davanti a migliaia di allevatori portati in piazza dalla Coldiretti a Bologna, ha assicurato il suo intervento.

La strada è in salita perché come riconosce lo stesso Conte: «Nonostante gli ottimi rapporti, anche personali, e tra i due paesi siamo in un quadro di negoziato in cui gli Stati Uniti difendono i loro interessi nazionali e come sempre anche noi. Quindi non è facile intervenire a far pesare specifiche considerazioni, ma ce la metterò tutta».

 

Ministra Bellanova che cosa si aspetta dal premier Conte?

«Io sono convinta che non possano essere gli agricoltori italiani a pagare il prezzo più alto per lo scontro sugli Airbus. L`intervento del premier è importante e credo che già martedì a Roma potrebbe parlare della questione con il Segretario di Stato, Michael Pompeo. Ma deve essere tutto il governo a muoversi per provare a sminare questa situazione.

Speriamo di riuscire a convincere l`amministrazione americana del fatto il comportamento internazionale del nostro paese nei confronti degli Usa non merita certo ritorsioni commerciali».

 

Che cosa rischia l`Italia?

«Il settore ha già pagato 1 miliardo di euro a causa dell'embargo russo. Se fosse penalizzato sul mercato americano e con la Brexit ancora incerta, si aprirebbe una fase di complessità che va anticipata con ogni mezzo».

 

In concreto?

«Gli Stati Uniti rappresentano il mercato di sbocco più importante per i nostri vini e per le produzioni di qualità. Le faccio un esempio: per il Pecorino romano gli Usa sono il principale mercato estero. Se si chiudesse quello spazio saremmo davanti ad un rischio enorme con ricadute pesantissime e in situazioni di questa natura la rabbia potrebbe essere incontrollabile. Stesse preoccupazioni riguardano pasta, Parmigiano Reggiano e Grana Padano. Un altro prodotto che potrebbe essere bersaglio dei dazi è l`olio vergine d`oliva».

 

Il governo giallo-rosso aspetta le decisioni di Trump incrociando le dita?

«No. Ho chiesto a Conte e Di Maio che ha anche le deleghe all`internazionalizzazione, di agire preventivamente ipotizzando un rafforzamento delle politiche di promozione negli Usa con risorse adeguate a comunicare ai cittadini americani la qualità dell`autentico Made in Italy. In quel mercato ogni giorno subiamo un vero e proprio furto di identità, tenuto conto delle numerose imitazioni dei cibi italiani».

 

Sta parlando del Parmesan...

«Certo, ma non solo. Il falso made in Italy costa al sistema paese 100 miliardi l'anno. E` arrivato il momento di essere più determinati e rigorosi su questa partita».

 

Una parte del mondo agricolo mette sotto accusa i trattati di libero scambio, a partire da quello con il Canada. Che cosa risponde?

«Che dobbiamo capire come difendere un numero maggiore di Dop rispetto alle 41 già protette, magari dando protezione a qualche eccellenza del sud Italia inspiegabilmente esclusa. Dobbiamo fare un lavoro puntuale sui dati e valutare che cosa sta funzionando e che cosa no e poi fare un lavoro certosino a Bruxelles per ottenere maggiori tutele. Il sostegno del made in Italy e dell`agricoltura mediterranea per noi sono vere e proprie parole d`ordine».

 

Che effetti avrà la Finanziaria sul mondo agricolo?

«Questo governo è nato per abbassare le tasse e non per aumentarle e per quanto mi riguarda ha il dovere di aiutare le imprese ad essere più competitive e non certo ad indebolirle. Sul gasolio agricolo non ci sarà alcun intervento per l`agricoltura e la pesca».

 

Venerdì in tutta Italia più di un milione di ragazzi hanno protestato per chiedere politiche attive contro il cambiamento climatico. Come pensa di intervenire?

«La sostenibilità ambientale ed economica devono andare di pari passo. Altrimenti non raggiungeremo gli obiettivi ambizioni che giustamente coltiviamo. L`agricoltura è strategica nella lotta ai cambiamenti climatici. Pensare di penalizzarla è suicida».