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Bellanova: "Basta con la retorica di Cenerentola. Lo studio va stimolato e sostenuto"

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La storia di Teresa Bellanova su La Stampa del 22-05-2024

di Alessandro Di Matteo

Sorride Teresa Bellanova quando le viene chiesto di commentare la polemica di Giorgia Meloni sulle lauree dei politici. La premier oggi rivendica il proprio curriculum senza studi universitari, ma nel 2019 il Secolo d'Italia, il giornale della Fondazione AN, attaccava l'allora ministra del governo Conte II con questo titolo: «La renziana Bellanova, ministro con la terza media»: non aver potuto studiare non era visto con ammirazione dalle parti di FdI, ma oggi la premier rivendica di estere riuscita a diventare tale pur non avendo una laurea.

«Eh - commenta Bellanova - non essere laureati va bene solo quando fa comodo a lei...Per Meloni ci sono "due mondi", i laureati - descritti come privilegiati - e chi ha dovuto arrangiarsi, come lei rivendica di avere fatto».

La laurea non serve in politica?

«Quell'approccio è sbagliato, e non perché era rivolto a me. Con la scuola dell'obbligo sono arrivata a fare la ministra e credo di avere servito il mio Paese con lealtà e onore. Ma al tempo stesso è sbagliato l'approccio della Meloni: non è un titolo di merito non essere laureati. Il messaggio che dobbiamo dare ai ragazzi e ragazze è che il titolo di studio non è un "pezzo di carta", ma è cultura, forza che ti porti appresso nella vita, capacità di essere più competitivi. I ragazzi si devono laureare, e anche bene. Altrimenti diamo un messaggio devastante. Chi non ha un titolo di studio fa uno sforzo in più, non c'è niente da fare».

A sentire la premier sembra quasi che la laurea sia una roba da «fighetti» benestanti...

«Questo è un messaggio veramente di destra: se nasci in una famiglia benestante ti laurei, altrimenti no ma puoi farcela lo stesso. Non deve essere così. Per me è stata una sofferenza non poter studiare. E voglio sottolineare: uno su tanti magari ce la può fare a ottenere risultati importanti senza titoli di studio. Ma gli altri?».

Ma non tocca al governo creare le condizioni per permettere di studiare anche a chi non è benestante?

«Certo. Invece loro hanno fatto il liceo del "made in Italy" che non si sa a cosa serve. Hanno tagliato il sostegno agli affitti. E non dimentichiamo che questo è un Paese dove ci sono tante persone che non studiano e non lavorano, i Neet. Come si fa a non capire che bisogna dare uno stimolo in più? Se dici che puoi farcela senza laurea sei un'irresponsabile».

Più che dire che la laurea non serve, la premier sembra volere usare ancora la "retorica di Cenerentola", ce l'ho fatta ma sono una del popolo, partita svantaggiata...

«Quando entri nelle istituzioni sei parte di una élite, lasciamo perdere questa retorica. Sono donna di popolo, non frequento salotti. Ma sei un rappresentate delle istituzioni, sei élite. Smettiamola con questa storia "io donna di popolo". Serve rispetto per la funzione che svolgi. Il popolo è bello e va rispettato. Ma chi fa politica si candida a fare altro».