08/01/20
Italia Viva Governo

Bellanova: "Altro che rivedere il Jobs act. La priorità è far ripartire il Paese"

Intervista di Monica Guerzoni, "Corriere della Sera", 8 gennaio 2020.

Il tono sembra cambiato. Ma nel merito dei provvedimenti e sul metodo, con cui Giuseppe Conte tiene insieme la maggioranza, la ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova fa capire che al tavolo della verifica i renziani di Italia Viva daranno battaglia. Leu chiederà di rivedere il Jobs Act e di ripristinare l'articolo 18, abolito dal governo Renzi.

C'è un punto di intesa possibile per voi?
«Certo che c'è, far ripartire il lavoro e l'economia. La priorità è questa, non gingillarsi con il Jobs Act che il lavoro lo ha creato. Non servono slogan, servono soluzioni».

Che fine faranno i cavalli di battaglia del precedente governo, reddito di cittadinanza e quota 100?
«Se due misure, che bloccano risorse enormi, non funzionano e non creano posti di lavoro, chiedere una verifica è il minimo. Continuo a pensare che quello giusto fosse l'impianto del Rei mentre il reddito si conferma una misura assistenziale, che alimenta il nero».

E quota 100, va abolita?
«Chi la difende riesce a spiegarci cosa ha prodotto? Non vi accedono le donne e la gran parte delle persone con percorsi di lavoro precari, né chi ha svolto lavori usuranti. È una misura per pochi, che pagheranno i giovani».

Quali sono i punti del programma che Italia Viva vuole rinegoziare?
«Innanzitutto il metodo, pari dignità tra tutte le forze politiche. Sul merito abbiamo una sola ossessione, far ripartire il sistema-Paese. Italia Shock significa questo. Le risorse ci sono, vanno sbloccate subito».

Anche per l'Agricoltura?
«Domani (oggi per chi legge, ndr) presenteremo la Strategia nazionale su risparmio idrico e lotta al dissesto idrogeologico. Nel 2020 diamo il via a infrastrutture per 500 milioni, un assaggio di quello che può rappresentare Italia Shock e della scossa salutare che porterà a lavoro, economia e territori».

Dove troverete i soldi per tagliare ancora l'Irpef?
«Noi chiediamo semplificazione totale e massiccia riduzione del carico fiscale per chi lavora e produce».

Voterete la proposta dell'azzurro Costa contro la modifica della prescrizione, che per voi è «una barbarie giuridica»?
«Se non si riesce a trovare una sintesi accettabile nella maggioranza, allora sì, voteremo la proposta Costa».

Di Maio e Zingaretti hanno siglato un patto a due per essere l'architrave della maggioranza. Niente da ridire?
«E di che? Se avvertivano questo bisogno, hanno fatto bene».

Vi sta bene anche la legge elettorale proporzionale con soglia al 5%, su cui i due leader si sono accordati?
«Avremmo preferito altre soluzioni, ma va bene anche così. Se Pd e 5 Stelle arrivano al tavolo di coalizione con una proposta condivisa, vorrà dire che da alleanza strategica si sono trasformati in un soggetto unico».

Quando si farà la famosa verifica, Renzi siederà con Conte al tavolo di maggioranza?
«Mi pare che lo stesso Renzi lo abbia escluso. Come si sa, a porre il veto erano stati i 5 Stelle. Renzi è una persona seria, ha a cuore il Paese, la qualità del governo, la tenuta della maggioranza. Non deve sfidare nessuno».

Come si sta muovendo il governo Conte sulla scena internazionale dopo l'uccisione di Soleimani?
«Paghiamo, è evidente, il progressivo isolamento del nostro Paese. Abbiamo avuto un governo che a Bruxelles aveva credibilità zero. Si tratta di recuperare, anche con l'occasione di una nuova Commissione europea. C'è un punto dirimente, l'Europa deve voler contare».

Sul Milleproroghe la maggioranza rischia?
«La norma sulle concessioni autostradali è sbagliata. Lo abbiamo già detto nel Consiglio dei ministri. E nelle aule del Parlamento voteremo contro».

Il «Fatto Quotidiano» di ieri ironizza: «Renzi augura lunga vita al Conte bis quindi Mattarella può iniziare le consultazioni». Avete voglia di andare a votare?
«Abbiamo voglia di far ripartire il Paese. Il resto sono chiacchiere».