11/01/20
Italia Viva parlamento

Autostrade, Marattin: "Prima indaghino i giudici"

Intervista a Luigi Marattin, di Lorenzo Salvia, per il Corriere della Sera dell'11 gennaio 2020.

«Capisco che ormai bisogna rispettare i tempi del web, ma l'accertamento delle responsabilità per fatti gravi e complessi, come il crollo del ponte Morandi, ha i suoi tempi».

E quindi?
«Se la magistratura accerterà che Autostrade per l'Italia ha delle responsabilità in quella tragedia, allora sì che ci vorrà la revoca della concessione e noi di Italia viva saremo i primi a chiederla. Ma non mi sembra il caso di fare questo passo sulla base della sola indagine del ministero, che in quanto concedente è anche parte in causa. A meno che da quell`analisi non emergano responsabilità clamorose, incontrovertibili».

Luigi Marattin, vice capogruppo di Italia viva alla Camera e consigliere economico di Matteo Renzi, dice che sul caso Autostrade la linea del partito non è cambiata nemmeno di una virgola. Eppure così sembrava ieri a fine mattinata, quando Teresa Bellanova, renziana di ferro con il ruolo di ministro dell'Agricoltura, aveva parlato della questione con accenti a prima vista nuovi rispetto agli ultimi giorni: «La revoca della concessione ad Autostrade? Lo Stato di diritto deve essere affermato in tutti i gangli della società: se ci sono le condizioni, si faccia».

Marattin, però, smonta la tesi del cambio di linea:
«Noi non abbiamo mai detto di essere contrari alla revoca senza se e senza ma. Se qualcuno lo pensa ha sbagliato oppure è in malafede. Se Autostrade per l'Italia viene giudicata responsabile del crollo faremo tutto quello che c'è da fare, con la massima severità. Ma deve essere la magistratura a stabilirlo. Se invece si arriva a questa conclusione alla carlona, in modo superficiale, allora no, perché facciamo saltare lo Stato di diritto».

Aspettare i tribunali, dunque. Resta il fatto che in Italia i tempi della giustizia non siano proprio sprint:
«Mi auguro che in questo caso la sentenza arrivi in tempi brevi. Ma certo quello che si è fatto sulla prescrizione non ci aiuta a rendere la giustizia più veloce».

Sulla questione Autostrade il governo continua a parlare a più voci. Anche se il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, dice che si troverà «una sintesi». Secondo Marattin, però, c`è un punto forse meno scenografico ma più di sostanza sul quale prendere una decisione:
«Invece di fare casino e perdere tempo nel derby tra tifoserie contrapposte sulla revoca, perché non applichiamo le nuove regole dell`Autorità di regolazione dei trasporti? Stabiliscono che il livello dei pedaggi deve remunerare solo gli investimenti fatti davvero e non tutti quelli programmati, come invece avviene adesso con un meccanismo che è un disincentivo strutturale alla manutenzione».

Per capire: con le vecchie regole, tuttora applicate, se un concessionario annuncia di fare investimenti per 1oo euro ma poi ne realizza solo 5, i pedaggi si basano su quei 1oo euro, non sui 5. E sono più alti. Con le nuove regole, non ancora applicate, i pedaggi terrebbero conto invece solo dei 5 euro effettivamente investiti. E sarebbero molto più bassi. Ma perché queste regole non sono state applicate finora?
«Credo che l'Autorità non sia stata sentita da nessuno. La verità è che il Paese sta impazzendo. E la politica sta diventando quella cosa che può permettersi di prendere le decisioni senza studiare le cose. Assurdo».