11/12/20
Infrastrutture paese istituzioni

Autorità portuali equiparate a operatori privati, Paita: "Impostazione errata"

L'intervento pubblicato da "la Nazione", 11 dicembre 2020.

Autorità portuali come operatori privati, e come tali tassate. La prospettiva che il regime fiscale dell'ente di via del Molo, come quello delle altre Authorithy italiane, sia equiparato per volontà della Commissione Europea a quello dei concessionari, agita le acque nel mondo della portualità e della politica. Sia pure con toni e sfumature diverse, anche perché la materia è estremamente complessa e il profilo giuridico delle Ap, stante l'attuale legislazione, è del tutto sui generis. Difficile sovrapporre le loro competenze istituzionali - si tratta, sostanzialmente, di enti di regolazione - a imprese che hanno come unico obiettivo il profitto industriale.

A lanciare l'allarme, nei giorni scorsi, è stata Raffaella Paita, deputata di Italia Viva, che ha invocato un intervento del Governo «per evitare che il sistema portuale e logistico italiano paghino il prezzo ingiusto e le conseguenze delle tasse erroneamente imposte dalla Ue alle Adsp», auspicando che il Mit «sfrutti il tempo rimasto per intervenire». Uno scenario, quello evocato, tanto più grave avendo riferimento al quadro emergenziale Covid: «La portualità e la logistica - osserva la parlamentare - motori del rilancio, adesso rischiano di essere indebolite che dovrebbero costituire due tra i principali motori del rilancio post pandemia, rischiano di essere fortemente indebolite dalla decisione della Commissione europea di equiparare le autorità portuali ai concessionari. Si tratta non solo di un errore ma anche di un'ingiustizia perché si tratta come privato un soggetto pubblico».

Una «impostazione errata», aggiunge Paita, che chiama in causa responsabilità anche italiane, legate ai ritardi degli interventi necessari per tentare di fermare la procedura d'infrazione europea. «A gennaio scorso - ricorda - Bruxelles aveva chiesto al Mit un segnale che sarebbe dovuto arrivare entro un mese». Non tutto peraltro è perduto: «c'è forse ancora un po' di tempo, prima dell'ultima possibilità, la Corte di Giustizia. È per questo fondamentale che la ministra De Micheli prenda subito una chiara posizione sul tema».