15/09/19
Governo Famiglia

Obiettivo: Asili nido gratis e assegno unico familiare. Intervista a Elena Bonetti

Prima visita istituzionale del ministro mantovano alle Pari opportunità e alla Famiglia in prefettura dove ha incontrato il prefetto Bellantoni.

Assegno unico mensile per le famiglie che «renda strutturali gli incentivi già in essere dalla nascita del figlio sino alla maggiore età» e asili nido gratis «per evitare differenziazioni sociali» sono i cardini del Family Act che il ministro ha lanciato dopo il suo insediamento e che si appresta a inserire nella legge di bilancio.

Intervista a Elena Bonetti, ministra alla Famiglia e alle Pari opportunità, di Sandro Mortari, Gazzetta di Mantova, 15 Settembre 2019

 

Di cosa ha parlato con il prefetto?
«Era fondamentale che io partissi dall'incontro con la rappresentanza istituzionale del territorio dove vivo. Ho avuto modo di apprezzare il lavoro fatto dalla prefettura e ho garantito piena disponibilità al prefetto rispetto a una collaborazione puntuale sul tema delle pari opportunità e della famiglia.

Analogamente, sarà importante dare un'impronta di forte coesione tra istituzione e cittadini. Mi impegnerò non solo a raccogliere esigenze del territorio ma anche a costruire progetti che possano migliorare la vita anche della provincia mantovana sui temi di mia competenza e, viceversa, a favorire e agevolare le relazioni istituzionali».

 

A quali progetti pensa per il territorio?
«Mantova rispetto ad altre zone del nostro paese parte da una situazione già solida. Anche qui ci sono tematiche che vanno attenzionate come l'educazione giovanile. Ci sono alcuni bei progetti attivati dalla prefettura contro l'abuso di alcol da parte dei minori, un tema che ci deve interessare tutti come mondo adulto. E io, come mamma, sono ulteriormente sensibile. C'è poi il tema della tutela delle donne, della violenza
domestica
, del femminicidio, dell'attuazione delle norme che ci sono.

Pari opportunità significa anche tema dei diritti dei cittadini più fragili, quindi delle situazioni di povertà, sociali, dell'immigrazione con la questione femminile e l'integrazione dei bambini nei percorsi scolastici. Poi la questione dell'empowerment femminile. Nel Mantovano ci sono iniziative importanti che spero di riuscire a intercettare e a valorizzare».

 

Che cosa è il Family Act che ha lanciato subito dopo la sua nomina a ministro?
«Questo governo nelle linee programmatiche ha posto il tema delle famiglie e del sostegno alle famiglie nella cura dei figli. Già all'insediamento del
governo il presidente ha posto l'obiettivo di una misura puntuale, quella degli asili nido gratuiti. Qui ci sono già in essere misure che vanno in questa direzione e sarebbe bello allargarle. C'è poi l'idea di avviare delle politiche che integrino le attuali azioni a sostegno delle famiglie in un cosiddetto assegno unico per ogni figlio, anche per dare alle famiglie la possibilità di progettare il percorso educativo e formativo dei propri figli in modo più solido e strutturale. Ci sono varie proposte, alcune già costruite altre in fieri. Già nella prossima legge di bilancio vedremo di puntualizzarle».

 

Tante belle idee, ma non teme di scontrarsi con il tema dell'esiguità di risorse a disposizione per la legge di bilancio?
«Sì. Credo che la politica debba fare il bene possibile, che è tener conto delle condizioni di contorno, ma anche avere la capacità di disegnare processi coraggiosi da attuare nel tempo. Non si deve fare tutto subito, ma bisogna avere una chiarezza di direzione fin da subito.

Questo governo ce l'ha, sapendo che ci sono delle responsabilità e la prima è quella di non aumentare l`Iva per le famiglie italiane perché, alla fine, questa sarà la prima misura alla quale guarderemo.

Cercheremo di fare scelte in accordo col ministro Gualtieri e tutta la squadra di governo che dicano, però, anche di una direzione politica puntuale. Il tema dell'assegno unico è estremamente delicato e va a coinvolgere misure già in essere che vanno integrate e ottimizzate rispetto anche al costo per lo Stato».

 

Soddisfatta per come è stata completata la compagine di governo con i sottosegretari?
«Non sta a me commentare la costituzione del governo. A questo punto, si tratta di considerarci una squadra pienamente in campo, l'obiettivo comune non è quello che ci diamo da noi ma quello che verrà definito col parlamento.

Nel mio ministero di competenza non ho sottosegretari assegnati: dovrò, quindi, costruirmi una squadra e alleanze all'interno della squadra di governo. Il mio ministero ha intersezioni ampie con altri ministeri: sono certa che con tutti i ministri e ì sottosegretari competenti si creerà una sinergia di squadra».

 

Cosa dice dei malumori sorti nella compagine renziana di suo riferimento per la mancata nomina di sottosegretari di quell'area?
«Qui sono in veste istituzionale e non come esponente politico. E quella era una scelta politica. Nelle occasioni istituzionali e nel mio ministero cercherò di usare linguaggi, toni e stili che riportino a un'unità e sobrietà rispetto ad alcune tematiche che coinvolgono la vita di tutti i cittadini e non solo di coloro che votano la parte politica di mia appartenenza».


Come ha chiesto il Presidente del Consiglio..
«Come ha chiesto il presidente del consiglio, un punto di vista a cui mi attengo. Io faccio riferimento a lui».


Quale sarà il suo primo atto da ministro?
«Ci sono percorsi incardinati nei dipartimenti della Pari opportunità e della Famiglia. Raccolgo un'eredità precedente, anche della scorsa legislatura,
con percorsi avviati molto importanti. Non mi nascondo che il vero obiettivo in questo momento è la legge di bilancio, dopodiché la progettualità sarà sul lungo periodo».