05/02/20
Italia Viva parlamento

Lucia Annibali: "Votare con gli azzurri? Vedremo Italia Viva contro questa legge"

Intervista di Giovanni Bianconi, "Corriere della Sera", 5 febbraio 2020.

Appena si concretizza un'ulteriore mediazione rispetto al "Lodo Conte" - applicare lo stop alla prescrizione solo in presenza di una doppia sentenza di condanna, in primo grado e appello, come suggerito dal responsabile Giustizia di Leu Federico Conte - Lucia Annibali dichiara che quella proposta «crea solo confusione, e per Italia viva non sarebbe sufficiente».

Perché è così netta, onorevole Annibali?
«Perché l'idea mi sembra un po' confusa. Se n'era parlato già all'ultimo vertice, e non ci pare risolutiva. La verità è che tutti questi lodi non risolvono il problema. Quando una cosa è così tanto sbagliata è inutile provare a cercare dei rimedi, perché si fa peggio».

Quale può essere la soluzione, allora?
«Quella che abbiamo proposto con l'emendamento al decreto Milleproroghe: rinviare di un anno l'applicazione della riforma Bonafede, in modo da avere il tempo di introdurre le altre riforme per rendere più celere il processo penale. Solo alla fine di quel percorso si potrà riparlare di prescrizione».

Ma l'applicazione della riforma era già stata rinviata di un anno, e il 1° gennaio è entrata in vigore. Come si può sospendere ora?
«L'emendamento è stato dichiarato ammissibile, quindi significa che si può fare. Poi vedremo che succede. Noi utilizziamo gli strumenti che abbiamo, in questo caso il Milleproroghe, e se l'emendamento non passa alla Camera lo riproporremo in Senato».

Tuttavia la nuova prescrizione si applica solo ai reati commessi dal 2020 in poi, quindi gli effetti si vedranno tra qualche anno: a che serve la sospensione?
«Serve perché non è vero che passeranno anni prima di vederne gli effetti. Ci sono i processi per direttissima che hanno tempi molto più veloci, quindi è meglio non correre rischi e bloccarla subito. E guardi che non è un problema di Matteo Renzi o di Lucia Annibali: lo denunciano tutti gli avvocati, ma anche i magistrati e i professori universitari. Parliamo di un istituto di garanzia importantissimo e di principi costituzionali, c'è una vera mobilitazione contro questa riforma. Non è un nostro capriccio né un pretesto politico».

Se è così, perché invece di sospenderla non votate la proposta di legge di Forza Italia che la abolisce?
«Perché facciamo parte della maggioranza di governo, è normale cercare altre strade rispetto a quelle dell'opposizione. Dopodiché la proposta di Forza Italia resta là, e vedremo a che punto saremo arrivati al momento di discuterla. Non c'è niente di scontato, facciamo un passo alla volta».

Il ministro Bonafede dice che la riforma del processo penale è praticamente pronta, potreste approvarla in pochi mesi, quindi la vostra trincea non avrebbe senso...
«Da quando in qua una riforma del processo penale si fa in pochi mesi? Bisogna studiare, fare le audizioni, ci sono i passaggi parlamentari. Cominciamo a lavorare, e alla fine potremo parlare pure di prescrizione. Anche perché nemmeno la riforma Bonafede risolve il problema, visto che il 75 per dei processi si prescrive prima della sentenza di primo grado».

Dunque per voi non ci sono mediazioni possibili?
«Guardi che la nostra è una mediazione! Non capisco perché dovremmo piegarci noi che siamo sempre stati contrari a questa norma, e non il ministro che l'ha introdotta con un'altra maggioranza».

Lui dice che non accetta minacce né ricatti.
«Ma quali minacce e ricatti! Inviterei a essere un po' più seri quando ci si occupa di giustizia, e non pensare solo a difendere le bandierine piantate sul terreno».