12/02/20
parlamento giustizia

Lucia Annibali: "La mia proposta è puro buonsenso La loro un delirio"

Intervista di Emanuele Lauria, "la Repubblica", 12 febbraio 2020.

«La mia è una norma di assoluto buon senso. Tutto questo dibattito è quasi ridicolo». Lucia Annibali, deputata renziana e madre dell'emendamento della discordia, quello che sospende l'applicazione dello stop alla prescrizione, non si cura delle polemiche che la norma sta suscitando. «Tranquilli, non sarà questo a far cadere il governo».

Come si sta con l'esecutivo contro e la Lega al fianco?
«Guardi, sono rammaricata ma non sorpresa per la posizione contraria del governo al mio emendamento: l'aria, insomma, era quella. Quanto alla Lega, il problema mi riguarda relativamente. Non siamo noi a convergere sul Carroccio ma il contrario. Poi, sarà il partito di Salvini a dover spiegare magari perché ha votato lo Spazzacorrotti».

Perché il suo emendamento è preferibile al cosiddetto lodo Conte Bis, sul quale ha trovato l'accordo il resto della coalizione, che distingue fra assoluzione e condanna ai fini della prescrizione?
«Il mio è un emendamento di assoluto buon senso e logica: rinviamo tutto di un anno, e se siamo capaci lavoriamo per migliorare la riforma Bonafede. Quanto al lodo di cui parla, ovvero il punto di caduta delle posizioni di M5S e Pd, rispondo con le parole del presidente dell'Unione delle Camere penali Caiazza: è un delirio».

Non temete di tirare troppo la corda?
«Noi non vogliamo far cadere il governo, non è questione di bandierine ma di principio. Vogliamo ragionare sul merito. Questa legge è tutta sbagliata».

Perché?
«Semplice, perché la prescrizione non ha nulla a che fare con le lungaggini dei processi, è il rimedio e non la patologia. Sa che le declaratorie di prescrizione arrivano per il 60 per cento durante le indagini preliminari? Sono sballate le ricostruzioni che si fanno in questi giorni. Si sorvola sul fatto che la prescrizione è un istituto di garanzia per i cittadini, che impedisce che si stia per un periodo infinito sotto processo. Il tempo medio di prescrizione oggi è di 15 anni: se lo Stato non è in grado di celebrare un processo in tre lustri, meglio che rinunci alla potestà punitiva. È tutta una roba illogica, e risponde a una cultura giuridica giustizialista».

Che non è la vostra.
«Ma non è neppure quella voluta dai nostri padri costituenti».