17/11/19
Italia Viva parlamento

Lucia Annibali: "Difficile farsi credere. La legge non ci tutela"

Intervista di Elena G. Polidori, QN, 17 novembre 2019

Pochi anni di condanna per uno stupro efferato. Lucia Annibali (sfregiata dal suo ex con L'acido, parlamentare eletta con il Pd, ora in Italia Viva), cosa ne pensa?
«Le sentenze vanno anche lette, non ci si può fermare solo ai 'titoli di testa', bisogna capire il ragionamento che ha fatto il giudice. Detto questo, non ci sarà mai nessuna pena tanto forte da poter sollevare la vittima da quello che ha subito e che si porterà dietro tutta la vita. Purtroppo le donne subiscono due volte, prima le scelte di un altro, poi il peso della memoria. Ci vorrà tempo e molto aiuto per questa donna per riuscire a superare quanto le è accaduto».

Gli avvocati sostengono che ancora non riesca ad uscire di casa per paura che qualcuno la riconosca come 'protagonista' dei video...
«Non ho dubbi che sia così. Siamo ancora in una società in cui le donne non sempre vengono credute e in cui resta una distanza enorme, anche a livello di legge, tra chi subisce una violenza e chi la opera».

Ma non le sembra una sentenza lieve?
«Le ripeto, è una sentenza che voglio leggere. Ricordo che all'epoca dei fatti furono i Carabinieri a raccontare che quei video girati dai due stupratori erano anche difficili da guardare, ma ancora oggi gli autori di reati come questi non devono dimostrare la loro innocenza, è la donna che ha ancora l'onere della prova, che deve essere creduta. In questo caso c'erano i video, certo, ma ricordo che nessuno disse che non era in grado di reagire. È anche questa una violenza, il fatto che ci siano racconti di quello che è accaduto che risultano parziali e offendono ulteriormente la vittima. C'è sempre quel 'si, però, ma' nei discorsi di chi racconta che rendono la propria difesa ancora più difficile».

Gli avvocati della vittima hanno annunciato ricorso, almeno per la parte del risarcimento economico...
«Si, certo, ma tanto il percorso che dovrà fare questa donna sarà ancora molto lungo e - certo - se la sentenza fosse stata diversa, di sicuro questo avrebbe aiutato un po' la vittima, in questo caso credo che sia ancora più difficile. Poi c'è anche la parte che riguarda i due stupratori, che di sicuro hanno avuto un'ottima difesa, che era nel loro diritto, ma il vero lavoro lo dovrà fare quella donna alla quale hanno tolto qualcosa per sempre. Quei ricordi non si eliminano mai».

Il Parlamento ha approvato di recente il 'codice rosso' contro la violenza alle donne. Dicono gli operatori e le forze dell'ordine che è di difficile applicazione...
«Mi ero astenuta, al momento del voto, perché già consideravo che questa legge avesse delle falle importanti, poi mi hanno detto che non era neppure migliorabile al Senato perché il testo era considerato blindato. Certo, spero che si possa migliorare più in là, d'altra parte la questione della cosiddetta 'tempesta emotiva' è stata cancellata dalla Cassazione, dunque un passo avanti è stato fatto, ma ancora non si può procedere all'arresto in caso di notizia di reato. Si ricordi, comunque, che fino a pochi anni fa la violenza sessuale era considerata un reato contro la morale e non contro la persona, poi certo ci sono quelli come Pillon che vogliono riportare tutto indietro di millenni e questo è preoccupante, ma i passi avanti sono stati fatti, eccome».