19/05/21
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Amministrative a Napoli, Migliore: "Subito le primarie, poi il Salva-Bilancio"

Intervista di Valentino Di Giacomo, "il Mattino", 19 maggio 2021.

«Senza l'apporto del centrodestra una legge per salvare Napoli non arriverà mai, chi pensa che questa sia una norma di sinistra e vuole metterci la bandierina non ha capito nulla. Se vogliamo portare a casa il risultato bisogna aprire un dialogo corale». Gennaro Migliore, deputato di Italia Viva, prova a stanare il centrodestra, ma richiama pure gli altri partiti di centrosinistra a non fare del cosiddetto "Salva-Napoli", un territorio di scontro politico. Le scene degli ultimi giorni, con le interlocuzioni fallite, tra Pd e M5s proprio non gli sono piaciute e ora propone a tutto il fronte di quell'area di sfidarsi alle primarie.

Migliore, ma lei ce lo vede Salvini votare una norma per salvare il bilancio del Comune di Napoli?
«Non cadrò nell'errore di attaccare quei partiti che saranno essenziali se vogliamo raggiungere l'obiettivo. Ribalto la domanda: la destra vuole il fallimento di Napoli? C'è qualcuno dentro il centrodestra, con una ministra campana per il Sud come Mara Carfagna o con un ministro leghista al Turismo - con Napoli che rappresenta un'enorme fetta di quel ministero - che vuole che la nostra città fallisca?».

Come se ne esce allora?
«Ora con serietà bisognerà trovare i numeri in Parlamento anche perché sono certo che non basterà un emendamento, c'è bisogno di una volontà decisa del Governo e mai occasione più propizia è questa con un esecutivo di unità nazionale. Io sono anni luce distante da qualsiasi proposta di destra, ma per quanto riguarda la questione del debito devono farsene carico tutti i partiti. Chi vuole affossare la terza città d'Italia lo dica chiaramente, esca allo scoperto. Dall'altro lato non se ne faccia una battaglia di cortile, se il "Salva-Napoli" venisse approvato non si faccia poi la corsa a chi l'ha detto per primo».

Condivide quindi l'appello di Gaetano Manfredi?
«Certo, ma chi vuole correre come sindaco di Napoli si deve mettere alla testa di questa richiesta, non attendere che si realizzi».

Intanto ha fatto un passo indietro, quando ce l'avrà un candidato il centrosinistra?
«É quello che mi chiedo io, sono preoccupato per il ritardo con cui stiamo affrontando questa campagna elettorale. E una situazione intollerabile che rischia di compromettere una vittoria annunciata, visto che partiamo da un 70% delle scorse Regionali senza neppure i Cinquestelle. Vedo però che si insiste con delle formule forzate che non costruiscono e rischiano di non sciogliere mai i veri nodi. Così il centrodestra se ne avvantaggia».

Quindi?
«A questo punto chiedo un bagno di realtà e convocare subito le primarie con chi ci sta. Basta alle riunioni nei salotti o nei bar di Posillipo e diamoci la possibilità di confrontarci direttamente con la cittadinanza».

E lei sarebbe in campo?
«Certo che scenderei in campo».

Le ultime primarie non sono state proprio un successo?
«Lo so benissimo, ma il problema non erano i napoletani, ma di chili aveva organizzate. Quei problemi sono risolvibili, ora abbiamo anche l'aiuto della tecnologia in soccorso. Le assicuro che questa delle primarie è anche una proposta che arriva da tanti movimenti civici, dai Verdi, dall'area socialista e da tutto il campo riformista».

Visti i rapporti non proprio idilliaci tra Renzi e il Movimento 5 Stelle, ritiene possibile che si possa creare un tavolo comune?
«I tavoli di interlocuzione sono partiti da chi ha sostenuto Vincenzo De Luca alle scorse regionali, noi c'eravamo».

Con quali progetti adesso si candiderebbe?
«Tornando al debito, bisogna non solo chiedere soldi allo Stato, ma anche fare in modo che ci sia un aumento della riscossione. Ad esempio mettendo la Tari nella bolletta della luce. Passando dal 40% del riscosso ad almeno al 90%. Non è giusto che il costo dei servizi pubblici gravino solo su quei pochi che pagano. Bisognerà spendere bene i soldi del Recovery Fund per la trasformazione infrastrutturale, ma soprattutto intervenire sulle fasce più deboli della popolazione, magari legare il reddito di cittadinanza al garantire l'obbligo scolastico dei propri figli».