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Amministrative a Teramo, D'Alessandro: "D'Alberto ci dica se ci vuole in coalizione"

L'intervista pubblicata da "il Messaggero - Abruzzo", 27 aprile 2022.  

"Ad oggi non è ancora chiaro se il sindaco di Teramo, Gianguido D'Alessandro, voglia o meno Italia Viva nella coalizione di centrosinistra. Tale nodo va sciolto". Il coordinatore regionale Camillo D'Alessandro entra nel cuore delle amministrative a Teramo.

Ad un anno dal voto la questione del capoluogo è ancora un rebus.
Nelle amministrative, Italia Viva ha messo in campo liste o aggregati civici con il centrosinistra che hanno registrato percentuali superiori ai 5 Stelli. Non è accaduto soltanto a Roseto, dove non eravamo comunque schierati con il centrodestra. Anche all'Aquila abbiamo fatto una scelta di campo, sostenendo Stefania Pezzopane.

Ci sono tuttavia i casi aperti di Pineto e di Teramo, con espulsioni di assessori dalle giunte.
Sono al lavoro ovunque, anche in provincia di Teramo, per creare le condizioni giuste della ricomposizione. I primi cittadini di Teramo e Pineto, però, devono farci capire se intendano o meno, avere Iv in coalizione: ad oggi non è chiaro. Ciò che è evidente, invece, è la chiara volontà del reale sforzo regionale.

Cosa pensa della composizione del cosiddetto campo largo?
Quanto deve essere largo? Non lo stabilisco io, certo, ma nemmeno Fina. Per me è da intendersi in ragione di una proposta del centrosinistra, tendente ad un'alternativa in vista delle regionali, senza dover tuttavia fare le analisi del sangue. Nel senso che per rischiare di arrivare alla purezza politica, dovremmo avere un modus operandi omogeneo ovunque: non è così.

Parla di situazioni particolari?
Mi riferisco a quanto accaduto nel Comune di San Giovanni Teatino, dove l'unica consigliera di minoranza del Pd si è candidata in una lista civica capeggiata da un esponente di FdI, salvo poi fare marcia indietro. Sui territori è evidente che ci possono essere situazioni non conciliabili. Da qui alle regionali si lavorerà per stare assieme e laddove non sarà possibile non faremo sponde con il centrodestra.

Qualcuno però vi rinfaccia delle elezioni in Provincia di Teramo, dove è andata diversamente.
In realtà, si sono presentate 3 liste, una che che metteva insieme sensibilità diverse non inquadrabili con il centrodestra. Sono situazioni che, tra l'altro, potrebbero tornare utili proprio per battere il centrodestra alle prossime elezioni provinciali, quando si voterà per il rinnovo della carica di presidente.

E Teramo capoluogo?
Escludo che Iv possa trovarsi assieme ai simboli della Lega e di FdI. La linea nazionale è chiara: se ci sono simboli di partito, come Lega e FdI, non ci sarà spazio per noi. Se, al contrario, ci fossero raggruppamenti civici di sensibilità diverse, il discorso cambierà. Credo che a Teramo ci siano le condizioni per creare un'aggregazione al centro.

Con Azione vi sentite?
Lavoriamo indipendentemente da loro. Ci sono realtà territoriali laddove abbiamo trovato convergenze, in altre no. C'è però un mondo civico che può essere aggregato e che Italia Viva vuole aggregare.