L'intervista pubblicata da "la Nazione", 25 marzo 2022.
Il Pd è un interlocutore naturale ma grande attenzione anche ai movimenti civici, perché «l'obiettivo è vincere al primo turno nel 2023». Stefano Scaramelli, vice presidente del consiglio regionale e ai vertici di Italia Viva, guarda all'obiettivo amministrative, ma anche alla sanità («entro fine anno dovremo dare un giudizio articolato sui primi due anni di legislatura») e della multiutility («va bene solo se si coinvolgono tutti i servizi, altrimenti è demagogia»).
Il Pd lancia il dialogo tra forze politiche e civici all'opposizione. Italia Viva come si pone?
«Ognuno di noi deve fare la propria parte, è positivo che si apra un dialogo costruttivo tra le forze del centrosinistra e il mondo civico. Il nostro riferimento è la coalizione che ha vinto a livello regionale».
La partenza è stata su corsie separate, c'è spazio?
«La città ci chiede di stare uniti, insieme la vittoria sarà possibile al primo turno».
Il Terzo polo però si muove su una scena terza rispetto alle due coalizioni.
«Io sono convinto che la logica del campo largo sia quella vincente. Bisogna riconoscere le prerogative sia della politica sia del mondo civico, è uno sforzo necessario».
Per Italia Viva si è parlato di altre operazioni di segno riformista. Da che parte state?
«Italia Viva si muove in modo compatto come partito, il nostro riferimento è la coalizione regionale aperta anche alle forze civiche. Ogni altro progetto che vuole riportare le lancette indietro non ci trova d'accordo».
Un gruppo consistente di 30-4Oenni chiede le primarie: è d'accordo?
«In passato le primarie hanno fatto emergere una classe dirigente nuova, quindi sono uno strumento importante. Ma prima parliamo di programmi, di idee per la città, conosciamoci e rispettiamoci, poi si individuerà la candidatura adeguata».
Il Pd ha parlato di «disastro»; sull'amministrazione De Mossi, lei che giudizio dà?
«Spetta più che altro ai cittadini dare un giudizio, non a chi ricopre cariche istituzionali, e si è visto che lo hanno già fatto alle regionali. Noi diciamo no a un finto rinnovamento civico governato dalle logiche del passato e incapace di garantire il salto di qualità che la città aspettava».
Tema del momento, la multiutility regionale: cosa pensa?
«Solo integrando i servizi legati ad acqua, luce, gas, rifiuti si genera una multiutility in grado di produrre economie di scala a favore di cittadini e imprese. Ogni altra ipotesi è demagogia. E Siena deve essere baricentrica in questa operazione perché ha qualcosa di importante da dire su tutte le questioni».
Sul bilanci della sanità regionale c'è dibattito, qual è il suo giudizio?
«Si deve parlare prima di tutto di servizi alle persone, della loro qualità, dell`attrattività nei confronti di professionisti e persone. Ovviamente tutto deve stare dentro un quadro di equilibrio dei conti, ma nella passata legislatura abbiamo dimostrato che si può fare. E il Covid ci fu anche nel 2020, mentre ora c'è grande disponibilità di risorse. A fine anno saremo chiamati a dare un giudizio e valutazioni serie sulla gestione della nostra sanità».
