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Amministrative a Genova, Paita: "Sostegno a Bucci: ha fatto cose di sinistra. I nostri candidati nella lista del sindaco"

Intervista di Mario De Fazio, "il Secolo XIX", 20 aprile 2022.

«Sosterremo Bucci alle elezioni comunali: è una scelta che non ha valore politico ma civico. Non possiamo stare con l'immobilismo del centrosinistra alleato a M5s e sinistra massimalista». Adesso è ufficiale: Italia Viva correrà a sostegno del sindaco uscente di Genova.

Ma «senza il nostro simbolo, perché non può stare accanto a quelli di Lega e Fratelli d'Italia», spiega la deputata e punto di riferimento dei renziani in Liguria, Raffaella Paita. Fu lei ad aprire all'intesa con Bucci in un'intervista al Secolo XIX dello scorso agosto. Da allora, ci sono stati i contatti, gli ammiccamenti, la visita del sindaco alla Leopolda, gli appelli di Bucci ai renziani. E il matrimonio, alla fine, si farà davvero.

Onorevole, Italia Viva sosterrà il sindaco Bucci?
«Abbiamo fatto una scelta amministrativa, ma anche d'amore, per Genova. Non potevamo che sostenere l'unica opzione che porta avanti una politica del fare, di chi tiene alla città: daremo una mano al progetto civico di Marco Bucci».

Perché questa scelta?
«Per tanti motivi. L'operatività del sindaco, che ha dimostrato grande voglia di fare. La ricostruzione del ponte, facilitata dal decreto Genova, ma su cui la sua leadership ha fatto la differenza. E operazioni popolari, di una vera sinistra che fa fatti e non parole, come lo Sky tram in Valbisagno o l'abbattimento della Diga di Begato. Chiaro che ci sono anche limiti in quell'alleanza».

Quali?
«Le performance delle partecipate su trasporti, rifiuti, pulizia della città, vanno migliorate. E sul tema dei servizi sociali e sanitari non si può delegare a una Regione che spesso ha dimostrato di non essere all'altezza. I nostri candidati porteranno un contributo di riflessione e stimolo critico».

Bucci è sostenuto dal centrodestra. La vostra è una scelta anche politica?
«No, è una scelta civica, tanto che il nostro simbolo non ci sarà: non siamo compatibili con sovranismi e populismi, e il nostro simbolo non può comparire sulla scheda accanto a quelli di Fratelli d'Italia e Lega. Cercheremo invece di rafforzare l'identità civica di Bucci, spostando il baricentro dell'alleanza verso il civismo».

Come si concretizzerà il sostegno al sindaco?
«Ci saranno nostri esponenti candidati nella lista civica di Bucci».

Di chi si tratta?
«Non abbiamo ancora discusso di nomi né di numeri, avanzeremo proposte autorevoli».

Ha condiviso questa scelta con Renzi?
«È stata una scelta maturata insieme ai vertici nazionali. Stamattina (ieri, ndr) abbiamo fatto una riunione per formalizzarla, a cui ha partecipato anche il presidente Ettore Rosato».

Non teme che a livello locale esponenti di Italia Viva possano non accettare di correre con lo schieramento di centrodestra?
«Questa decisione è arrivata dopo un confronto franco, a volte anche aspro, a livello locale. Come tutte le scelte difficili, è evidente che ci potranno essere persone che non la condivideranno. Mi auguro che la nostra comunità resti compatta. Non c'erano le condizioni per correre da soli, e in politica è meglio fare scelte sofferte che non fare alcuna scelta».

Potevate sostenere il candidato di centrosinistra, Ariel Dello Strologo.
«La nostra scelta è coerente con gli obiettivi che ci siamo dati, e rispetto al lavoro che ho fatto su temi come le infrastrutture. Abbiamo provato ad aprire un ragionamento con il centrosinistra, ma era impossibile allearsi con loro».

Perché?
«Dopo la vittoria di Savona, speravo che il centrosinistra e in particolare il Pd avessero capito che l'apparentamento con noi riformisti portava a vincere grazie alla nostra patente di credibilità. Invece il giorno dopo hanno rinnegato quel modello alleandosi con il M5S. Il Pd locale é più arretrato rispetto alla posizione di Letta. Abbiamo provato a portare avanti un confronto programmatico ma non c'è stata nessuna parola di chiarezza sui temi dello sviluppo economico, produttivo e infrastrutturale della città. Tentennano ancora sulla Gronda, quando bisognerebbe ragionare su come rifare la Serravalle-Milano».

Ma un profilo come Dello Strologo non poteva essere una garanzia?
«Dello Strologo è una persona a modo, ma è schiacciato in un'alleanza in cui gli azionisti di maggioranza sono sinistra massimalista e M5S. Cioè quelli dei no. Anche la migliore persona, infilata in un recinto di veti incrociati, si perde. Ho letto le sue dichiarazioni al Secolo, e mi pare che oltre l'ossessione per i supermercati e un paternalismo sui giovani non ci sia coraggio nelle scelte».

I giallorossi insistono sulle diseguaglianze sociali. Non è un tema coraggioso?
«Certo, ma non basta agitare le bandierine. Per ridurre le povertà serve la crescita, e bisogna dire dei "sì". Invece il centrosinistra ligure è in una gabbia che assomiglia molto al modello Doria, quando si bloccarono progetti che eravamo stati noi di centrosinistra a immaginare, come l'Hennebique o il Waterfront di Levante».

Che effetti avrà il sostegno a Bucci sulla politica figure e nazionale?
«Nessun valore, è solo una scelta civica fatta nell'interesse della città. Bucci ha detto di voler essere più autonomo e indipendente, e con la nostra scelta vogliamo rafforzare l'autonomia e l'indipendenza del sindaco. È nell'interesse del territorio».

Però si parla tanto di grande centro. È un orizzonte cui guardate?
«Il nostro orizzonte resta un modello alternativo a sovranismi e populismi, anche per i futuri appuntamenti elettorali. Non so se ci sarà spazio per il grande centro, dipenderà dall'evoluzione del quadro politico e dal sistema elettorale. Ma certamente nel Paese c'è bisogno di uno schieramento riformista del fare. L'endorsement a Bucci è coerente con questo progetto, ma anche la sua alleanza dovrà cambiare profilo».

Il governatore Toti è un fautore del centro: c'è spazio per dialogare con lui?
«Sono distante anni luce dallo stile di governo e di visione del potere di Toti. La mia idea di centro è qualcosa di grande e riformista. Per me questa elezione ha valore civico».