territori amministrative

Abruzzo, D'Alessandro: "Serve un polo riformista"

L'intervento pubblicato da "il Centro", 21 ottobre 2021.  

Una netta sconfitta per il centrodestra e il Movimento 5 Stelle, ma anche un'occasione per riflettere da parte di chi, come il centrosinistra, alle ultime comunali ha potuto cantare vittoria. É questo il bilancio dell'ultima tornata di amministrative in Abruzzo, secondo il deputato di Italia Viva Camillo D'Alessandro: «Sono due segnali inequivocabili», spiega D'Alessandro, «Pd e 5 Stelle da soli non possono vincere in Abruzzo, ma senza il Pd non si può battere il centrodestra, che in ogni caso ha fatto un salto di qualità nella sconfitta perdendo praticamente ovunque (tranne a Lanciano)».

Secondo D'Alessandro, i risultati delle ultime elezioni devono essere un'occasione di riflessione anche per il centrosinistra: «Sta cambiando la geografia politica dello schieramento. Non esiste più il centrosinistra abruzzese di un tempo e ora c'è bisogno di un tavolo di riflessione in vista dei prossimi appuntamenti elettorali».

Dalla prossima tornata di comunali del 2022 (che riguarderanno centri importanti come L'Aquila, San Salvo e Ortona) alla sfida per la presidenza della regione, ma il punto di partenza è ben chiaro a D'Alessandro: «Gli ottimi risultati fatti da Italia Viva a Roseto con Tommaso Ginoble, a Francavilla e a Vasto, ma anche la vittoria del candidato Mario Nugnes sostenuto da Azione ci dicono una cosa: in Abruzzo c`è una frangia di elettorato mobile superiore al 10% che ha bisogno di essere rappresentato. Io credo che la vittoria di Marco Marsilio, a suo tempo, sia stata solo frutto dell`ondata delle destre a livello nazionale. Ma la sua giunta ha dimostrato di essere la grande assente sulle questioni della vita collettiva che riguardano gli abruzzesi: sanità, trasporti, politiche di industrializzazione e delocalizzazione. C'è tanta inadeguatezza a cui deve corrispondere una proposta adeguata».

Secondo D'Alessandro, in Abruzzo «deve nascere un fronte centrista, composto da riformisti e liberali che prescinda dalle alleanze nazionali. Il centrosinistra deve riflettere su questo, anche perché io lavoro molto bene con il coordinatore regionale del Pd (Michele Fina) e per questo possiamo essere il laboratorio per una nuova alleanza».

La proposta per un tavolo di discussione ha come obiettivo la grande partita delle prossime elezioni regionali abruzzesi: «Pd e 5Stelle uniti non hanno alcuna possibilità di vincere in Abruzzo, ma non si vince senza Partito democratico. Il Pd deve coinvolgere il segnale che arriva dai tanti candidati civici che hanno fatto bene. Può essere costruttore e protagonista di questo campo largo centrista. Cominceremo a lavorare da subito per cambiare il quadro politico abruzzese».