Infrastrutture trasporti

A22, Conzatti: "Fugatti chiarisca, o il partito o il Trentino"

L'intervista pubblicata da "l'Adige", 23 luglio 2021.

«Dirimente, ora, è il comportamento di Fugatti: capiremo se metterà al primo posto gli interessi del Trentino o quelli del suo partito». È preoccupata, Donatella Conzatti, senatrice di Italia Viva. Preoccupata per la situazione di stallo del rinnovo della concessione di A22. Preoccupata per quello che si profila. Mancano pochi giorni al 31 luglio, termine ultimo - e questa volta pare davvero sia l'ultimo - per un accordo tra soci pubblici di Autostrada del Brennero spa e governo. Dopodiché, ad oggi, sul tavolo non restano che due soluzioni: o la inevitabile, da agosto, messa a gara della concessione; o il subire, visto da Trento e Bolzano, il progetto di un "Polo delle autostrade del NordEst", quello da sempre voluto dal "governatore" veneto Luca Zaia. L'ulteriore passo verso questo progetto è la modifica legislativa, proposta dai deputati veneti della Lega Salvini Premier e approvata dalle commissioni riunite Affari costituzionali e Ambiente Territorio Lavori Pubblici della Camera. La modifica consente a Cav-Concessioni Autostradali spa, la società di Anas spa e Regione Veneto che ha in gestione il "Passante di Mestre", di allargarsi nelle regioni limitrofe (previo accordo con le Regioni interessate) per creare, appunto, il citato Polo autostradale del NordEst, coinvolgendo anche A22.

«L'iniziativa legislativa della Lega è legittima, ma potenzialmente pericolosa per A22» dice Donatella Conzatti.

Perché? Pare difficilmente concretizzabile...
«Diciamo che è una norma prodromica al progetto di Zaia di Polo autostradale del NordEst e che arriva in un momento sempre più complicato per A22: la concessione è in proroga dal 2014 e solo in questa legislatura ci sono state quattro proroghe al termine per un accordo che eviti la gara. Un tempo in cui i soci pubblici di Autobrennero non sono stati in grado di presentare una proposta unanime, condivisa, che mettesse il governo in grado di accettarla. Anche l'ultima soluzione, il riscatto delle azioni per liquidare i privati, per me impraticabile, è rimasta in un cassetto. I soci pubblici territoriali sono rimasti fermi...».

Un'intesa l'hanno trovata sul proporre al governo di attivare per A22 una finanza di progetto, che salva il meccanismo della gara ma garantirebbe ad Autobrennero il diritto di prelazione.
«La finanza di progetto è esclusa dal codice degli appalti per le concessioni autostradali. Ed è difficile modificare la norma per via parlamentare, né il governo pare muoversi in tale direzione. I 5 Stelle si metterebbero di traverso ad una modifica della norma che evita cartelli in materia di autostrade».

Se è così, una società "pubblica" per l'intero NordEst potrebbe essere una soluzione, in alternativa alla gara? «Tecnicamente, potrebbe reggere. Ma politicamente sarebbe una sconfitta, perché la gestione dell'A22 è strategica per due Province e una Regione autonome. Accettare il disegno di Zaia equivale a declassarci a regione ordinaria: una sconfitta per l'autonomia».

Manca una settimana al 31 luglio. Fin qui, dal ministro Giovannini non sono arrivate risposte. Come se ne esce?
«lo caldeggio una interlocuzione, da parte di Fugatti e Kompatscher, con il governo e con il presidente Draghi, per arrivare ad una soluzione a vantaggio di tutti e che confermi in capo a Trento e Bolzano la gestione di A22. La soluzione più semplice, l'affido in house all'attuale Autobrennero, con i privati in minoranza, sarebbe quella più logica. Ma il problema è che c'è una gestione in proroga da sette anni, ed è quindi difficilmente percorribile».