04/07/20
Matteo Renzi territori paese

"La mossa del cavallo": entusiasmo per la presentazione a Prato

Il resoconto dell'incontro a Prato con Matteo Renzi, per la presentazione del libro "La mossa del cavallo", su "Firenze - la Repubblica" e altri giornali locali, 4 luglio 2020.

«Sono diventato buono»: è l'esordio di Matteo Renzi arrivato all`anfiteatro del museo Pecci per la presentazione del suo libro "La mossa del cavallo". «Troppo» esclama una donna tra le circa cento persone che sono venute ad assistere all'incontro, così come riportano oggi le cronache locali de "la Repubblica".

«Alzi la mano chi è d'accordo con la signora» ribatte il senatore. Praticamente la alzano tutti. «Ora vi spiego perché sono buono. In un momento di crisi come questo dobbiamo pensare al bene del Paese. Poi, in un secondo momento, si può parlare di cosa abbia funzionato o meno. Essere buoni vuole poter dire a questo governo di sbagliare il meno possibile».

«Penso che l`avversario sia Matteo Salvini - ha spiegato Renzi al pubblico presente - però c`è una parte della sinistra che da anni ce l'ha con me. Contenti loro, contenti tutti. In questo momento non faccio polemiche. L'unica cosa è che quando vedo quelle dichiarazioni penso che il caldo un po' faccia male».

Ad ascoltarlo ci sono alcuni dei suoi fedelissimi: Francesco Bonifazi, Titta Meucci, Nicola Danti ed Edoardo Fanucci. Ma quali obiettivi si pone Italia Viva per queste regionali? «C'è bisogno di uscire da questa situazione di paura, di terrore. Bisogna far sì che le infrastrutture finalmente ripartano, che la crisi che arriverà e che sta arrivando, e che sarà pesante soprattutto nei settori come la moda, il tessile, possa essere affrontata con strumenti adeguati. Quindi meno chiacchiere e più risultati concreti», ha spiegato Renzi.

«C'è una partita importante tra Giani e Ceccardi - ha concluso Renzi - e tra i due non abbiamo dubbi nello stare dalla parte del primo. Faremo di tutto perché possa diventare il nuovo governatore della Toscana. Sono molto fiducioso che con Giani ci si faccia. Ma senza Italia Viva perde».