02/01/21

Boschi: "Il premier sbaglia strada se spera di salvarsi con i transfughi"

Intervista a Maria Elena Boschi su la Repubblica del 02/01/2021

"Abbiamo da mesi proposto a Conte di collaborare, io mi sono spesa personalmente perché lo conosco da un decennio, dal lavoro a Firenze. Ma il premier non ci risponde nel merito e usa toni definitivi, prefigurando uno scontro senza rete in aula". Maria Elena Boschi - capogruppo di Italia Viva, ex ministra, avvocato - contrattacca.

Boschi, il presidente Mattarella ha detto che è tempo di costruttori. Un appello a evitare lacerazioni politiche e interessi di parte. Quindi stop ai venti di crisi?
«Condivido. E mi auguro davvero che sia condiviso da tutti. Dobbiamo decidere come spendere i soldi del Recovery Plan, serve una grande discussione politica. Ciascuno si assumerà il suo pezzetto di responsabilità».

Ma siete voi renziani a minacciare a minacciare la crisi. «Noi abbiamo scritto due documenti. Uno è la lettera del senatore Renzi al presidente Conte. L`altro è un documento con decine di osservazioni dei parlamentari di Iv al ministro Gualtieri. Aspettiamo le risposte. Nessuna minaccia, solo la richiesta di approfondire contenuti. Capisco che in tempi di populismo chiunque provi a fare politica sia deriso. Se le nostre idee non piacciono, allora le nostre poltrone non servono: non siamo alla ricerca di potere, portiamo idee e progetti».

Continuerete a tenere sul tavolo la pistola delle dimissioni delle ministre Bellanova e Bonetti?
«Non c`è nessuna pistola sul tavolo. Ma penso che dovrebbe essere apprezzato l`atteggiamento di Teresa e Elena che non vogliono restare a tutti i costi in una coalizione ove questa coalizione ignori le nostre idee».

Cosa deve fare Conte per uscire da queste sabbie mobili?
«Gli abbiamo proposto da mesi di collaborare. Io stessa mi sono personalmente spesa molto per trovare un punto di equilibrio anche alla luce di un decennale rapporto con il premier, rapporto che risale ai tempi del lavoro a Firenze. Vedo però che Conte non risponde ai nostri documenti ma prefigura un confronto/scontro senza rete in aula: evidentemente pensa sia la strada migliore. È il premier, accettiamo la sua decisione».

 

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