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Vaccini, caso Scanzi, Anzaldi: "La Rai valuti se sospendere o meno la collaborazione col giornalista"

L'intervento pubblicato da "il Tirreno", 25 marzo 2021.

La vicenda è ormai nota: il giornalista toscano Andrea Scanzi scrive su Facebook, qualche giorno fa, di essersi fatto vaccinare come "caregiver" (persona che accudisce) dei suoi genitori, mettendosi in lista di attesa per le dosi d'avanzo nella sua regione d'origine.

Quando è esplosa la polemica – non figura nella lista dei caregiver (perché non accudisce i genitori), non appartiene a categorie speciali, non si sa, insomma, perché sia stato chiamato e abbia saltato la lista – allora Scanzi si è fatto intervistare su Rai3 da Bianca Berlinguer a Cartabianca, programma di cui è collaboratore «per un compenso ignoto», sottolinea Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza della Rai.

«Mentre Scanzi sceglie da chi farsi intervistare, firmando una brutta pagina di giornalismo – insiste Anzaldi – il presidente del Consiglio, Mario Draghi viene in aula a scusarsi perché l'Italia ha abbandonato gli ultra 80enni in questa campagna vaccinale. E la Rai che cosa fa in questa vicenda? Invece di chiarire, manda in onda un`intervista a un proprio collaboratore, senza contraddittorio. Forse farebbe bene a ricordarsi che ha un Codice etico. E in base a questo Codice dovrebbe valutare se sospendere la collaborazione di questo giornalista, almeno fino a quando la magistratura non avrà chiarito la sua posizione».

Del resto – aggiunge Anzaldi – oggi «per chiarire perché un giornalista possa vaccinarsi prima di un ultra ottantenne deve intervenire la magistratura che svolge il ruolo al quale hanno abdicato politica e istituzioni».

Ad Anzaldi, inoltre, piacerebbe sapere perché il sindaco di Firenze difenda Scanzi «giornalista che ha inventato il sistema delle pagelle agli altri, ma quando scivola, rifiuta di farsi intervistare».