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Una giornata con la candidata Raffaella Paita: grinta, corse, studio e volantinaggio

Il ritratto pubblicato da "il Secolo XIX", 9 settembre 2022.

«Scusatemi per il ritardo, ma c'erano chilometri di coda in autostrada. Dove sono i volantini?». Appena arriva in via Venti, sotto i portici del salotto buono di Genova, Raffaella Paita non perde un attimo e inizia a volantinare come una militante qualsiasi. Capolista al Senato per il terzo polo di Azione e Italia Viva, punto di riferimento dei renziani in Liguria, la deputata uscente ha preso la campagna elettorale con la grinta che anche i suoi avversari più acrimoniosi le riconoscono. Gli "occhi della tigre" evocati per gli ex compagni del Pd sono nel suo caso una costante quotidiana, mica solo a ridosso del voto.

La giornata parte presto, come sempre. «Mi sveglio tra le 5.30 e le 6, colazione e lettura dei quotidiani. Poi inizio a studiare», racconta in una delle pause del tour elettorale la "Lella", come tutti la chiamano. Lo studio mattutino è abitudine antica, come quando deve andare in televisione a rappresentare Italia Viva nei dibattiti: dal caro-energia alla sanità, passando per il cavallo di battaglia delle infrastrutture. Chi la conosce bene la descrive come una "secchiona".

Al mattino presto è già in auto, una Jeep compass rossa, direzione Ventimiglia. La prima telefonata - tra le tante che fa e riceve ogni giorno - è però per il figlio Francesco, che studia Ingegneria biomedica al Policlino di Milano. «Si è svegliato prestissimo per ripassare, oggi aveva un esame di Biologia», confida tra volantini e strette di mano distribuite ai passanti. A Ventimiglia si trattiene al gazebo allestito da Italia Viva e Azione nella piazza del Comune, a pochi passi dal banchetto della Lega dove c'è il collega parlamentare Flavio Di Muro. Si ferma a chiacchierare e a fare foto con la candidata del collegio di ponente, Desiree Negri.

 

Poi si trasferisce a Sanremo. Con lei c'è sempre Cosimo Ferri, ex magistrato candidato come capolista alla Camera, in Liguria. I due scherzano e ridono spesso, tra un evento e l`altro. Dopo Ventimiglia, è la volta di Sanremo: «Andiamo a salutare il mio amico sindaco!» annuncia la deputata renziana, mentre si avvia a visitare l'azienda del primo cittadino Alberto Biancheri, che esporta bulbi in mezzo mondo. Per strada, anche a ponente, le sensazioni in vista dell'imminente campagna elettorale sono più che buone. «La media dei sondaggi ci dà tra il 6 e il 7 per cento, ma secondo me prendiamo di più», racconta a un cittadino che si ferma a informarsi.

Tempo di una brevissima pausa pranzo - a base di sardenaira, la tipica focaccia sanremese - e ci si rimette in auto, direzione Genova. E qui arriva la nemesi, per una deputata che è presidente della commissione Trasporti e che ha fatto della battaglia per dotare la Liguria di infrastrutture moderne la cifra caratteristica del suo impegno parlamentare: chilometri e chilometri di coda, per un incidente. Si esce a Sanremo, per passare sull'Aurelia e riprendere l'autostrada a Pietra Ligure.

Una sana ossessione, quella per i Trasporti, con Paita che continua a lavorarci anche in questi scampoli finali di legislatura. Al mattino telefona al ministro della Transizione ecologia, Roberto Cingolani, genovese d'adozione: gli esprime solidarietà per le minacce della Russia dopo il piano sul gas, ma gli chiede anche lumi sul Tunnel della Valfontanabuona, con l'impegno di risentirsi più tardi. Quando arriva a Genova, in via Venti, ad attenderla c'è un gruppetto di militanti ed eletti: il consigliere delegato Davide Falteri, il consigliere comunale di Azione, Lorenzo Pasi, il consigliere municipale Marco Santachiara, i riferimenti di Italia Viva in città, Irene Tesini e Rosario Amico.

Maglietta bianca e pantaloni neri, giacca dorata come i mocassini («Meglio le scarpe basse in campagna elettorale, bisogna andare veloci»), inizia a distribuire volantini e a chiacchierare con simpatizzanti e potenziali elettori. Molti le chiedono della presenza del sindaco Marco Bucci all'evento del giorno prima: lei non tira nessuno per la giacca, ma è chiaro che considera un vanto aver stabilito un rapporto di stima e collaborazione con il primo cittadino genovese.

Nel corso della giornata, tra uno spostamento e l'altro, le telefonate sono tante: si organizza l'arrivo della ministra Mariastella Gelmini a Genova, sabato, poi un evento a Pegli con l'assessore Mauro Avvenente, gli ultimi dettagli della conferenza stampa di presentazione dei candidati alla Spezia, stamattina, o il giro di incontri con imprenditori genovesi che farà lunedì, con Falteri. Ma Paita, nelle pause, continua a studiare e ad approfondire dossier: si informa sulle ultime novità per l'Aurelia bis, nel tratto tra Ventimiglia e Sanremo (a proposito del traffico) oppure del tratto savonese. Dopo Genova, fa rotta su Carasco, nell'azienda che produce glicerina di Luigi Attanasio, il presidente della Camera di Commercio di Genova, per parlare con cittadini e aziende del progetto sul tunnel della Val Fontanabuona, altro must paitiano. Intanto, nel pomeriggio è arrivato un messaggino di Cingolani: «Il ministro ci ha detto che le osservazioni del Mite sul progetto arriveranno a stretto giro, a inizio 2023 possono partire i lavori», annuncia lei. Grintosa e "secchiona", come tutti i giorni.