Ambiente

Stefano Mazzetti: "I rifiuti in strada di sinistra e i termovalorizzatori di destra"

La nota di Stefano Mazzetti, 16 maggio 2022.

In questi giorni si è tornato a parlare di gestione dei rifiuti, in seguito alla decisione di affidare poteri speciali al Sindaco di Roma per la costruzione di un termovalorizzatore, e - come era ampiamente prevedibile - il Movimento 5 stelle è partito all'attacco del progetto. Perfino il guru del M5S Grillo si è scomodato a dichiarare che bruciare i rifiuti è la negazione dell'economia circolare e lo hanno seguito sia Giuseppe Conte sia Roberta Lombardi.

Ma perché questo fuoco di fila? I grillini ne hanno sempre fatto una battaglia ideologica e, siccome ad oggi hanno abdicato su tutto, gli rimane solo questa bandierina. È incredibile che chi ha governato Roma 5 anni, lasciandola nei rifiuti, oggi dia lezioni. Ricordo bene gli appelli della Sindaca Raggi per portare i rifiuti in giro per l'Italia, così come la battaglia per lo spegnimento dell'inceneritore di Parma, con il risultato che l'inceneritore è ancora funzionante e i 5 Stelle hanno perso il Sindaco, che ha lasciato il Movimento.

Il tema della gestione dei rifiuti è complesso e la semplificazione "inceneritore sì o no" è la classica semplificazione populista, che si fa quando non si hanno le competenze né la volontà politica di risolvere il problema.

L'Italia, nella gestione dei rifiuti, è a macchia di leopardo: sistemi di raccolta diversi; zone, specie al Nord, con una rete di inceneritori e termovalorizzatori. Nel contempo, la differenziata è cresciuta molto ma non abbastanza da assicurare la chiusura del ciclo integrato.

È arrivato però il momento di affrontare il problema in modo pragmatico e non ideologico, con una serie di misure idonee: rivedere le competenze fra Regione Comuni e Stato, fare un piano nazionale sullo smaltimento rifiuti, incentivare la raccolta differenziata con l'applicazione della tariffa puntuale, spingere sulla cultura contro lo spreco, perché non basta riciclare i rifiuti e o usarli come energia, ma ne va ridotta la produzione.

Perché questa idea di seguire l'onda non funziona: siamo passati dall'essere tutti con Greta a "rifacciamo il nucleare" in un attimo; oppure classifichiamo come di destra chi pensa che costruire un termovalorizzatore insieme ad un ciclo virtuoso dei rifiuti sia di destra e invece lasciare i rifiuti in strada con i cinghiali sia di sinistra. Anche questo settore ha bisogno di un riformismo vero.

Lavoriamo nella direzione del futuro - puntando sul riciclo, sul riuso e sull'economia circolare - e gestiamo la transizione con sistemi di smaltimento di nuova tecnologia. In questo modo, forse, smetteremo di scoprire periodicamente che i rifiuti non scompaiono. Come accade per tutti i problemi complessi, che hanno bisogno di soluzioni attraverso le competenze e la volontà politica di risolverli, così avviene anche per la gestione dei rifiuti.