12/09/20
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Stavolta la Politica, Matteo Renzi con Carlo Calenda a Bari per Ivan Scalfarotto: "Se credete alla politica, mettetevi in gioco"

La serata a supporto del candidato alla presidenza della Regione Puglia, 12 settembre 2020.

"Sono molto contento di questo perché cosi' diamo il là ad una alleanza che si è verificata in Puglia e che fa della Puglia un esperimento, come sempre succede politicamente alla nostra regione". Lo ha detto Ivan Scalfarotto, candidato alla presidenza della Regione Puglia per la coalizione sostenuta da Italia Viva e Azione, in apertura dell'incontro elettorale che si è tenuto a Bari, con Matteo Renzi e Carlo Calenda.

Scalfarotto, che ha aperto i lavori della serata, ha spiegato che la coalizione che lo sostiene "mette insieme partiti che hanno visioni omogenee della realtà, partiti europeisti, pragmatici, non populisti".

"Insomma - ha spiegato Scalfarotto - è una coalizione tra partiti che hanno molte cose in comune e che condividono dei valori, al contrario naturalmente di altre coalizioni che hanno un po' di tutto, delle macedonie e che quindi costringono il candidato a fare dei salti mortali".

Scalfarotto ha dedicato un'ampia parte del suo discorso al tema della xylella, la piaga che ha distrutto gli ulivi di un'enorme area del territorio pugliese, spiegando che la coalizione che lo sostiene è e sarà a favore della scienza, al contrario di coloro che "chiedono la fiducia per il governo della Puglia dopo aver distrutto il simbolo della Regione Puglia", l'ulivo, appunto, a causa della xylella. La loro, ha spiegato Scalfarotto, "è una responsabilità morale prima ancora che politica. È come se il sindaco di Parigi chiedesse il voto dopo aver distrutto la torre Eiffel", peraltro avendo inseguito i dettami di sciamani e guru, disprezzando le indicazioni della scienza. 

"La politica in questa regione pensa a se stessa - ha proseguito Scalfarotto - su 50 consiglieri regionali se ne ripresentano 49 cambiando schieramento come se nulla fosse. Se Fitto critica la gestione dell'agricoltura di Emiliano ma l'ultimo assessore è candidato nella lista di Fitto c'è qualcosa che non va. Per questo diciamo che sono uguali, è sempre cattiva politica".

"Qualcuno mi dice che mi sono candidato per far perdere la sinistra - ha proseguito Scalfarotto - ma dov'è la sinistra? Quella che non riesce ad approvare la doppia preferenza di genere? Un consiglio regionale fatto di 5 donne e 45 uomini semplicemente non assomiglia alla società che vuole governare. Mancano i tempi e il talento delle donne, se quella legge non si è fatta è perché non si è voluta fare".

"Questo benedetto voto utile ve lo chiediamo. Quando si vota si decide chi ci governerà ma anche chi ci rappresenterà ed è per questo che ci siamo. Il 21 settembre per noi non è un punto di arrivo ma un punto di partenza", ha concluso Scalfarotto, prima di passare ad introdurre l'intervento di Carlo Calenda, leader di Azione.

"Scalfarotto è una persona di prim'ordine, andrebbe votato solo perché è riuscito a mettere me e Renzi insieme", ha esordito Carlo Calenda. "In Puglia si confrontano due populismi con accenti diversi ma che nella sostanza sono la stessa cosa. Non possiamo pensare che fare politica significa votare Emiliano, io sono stato funestato da ministro con la questione legata ai 211 ulivi da espiantare", ha spiegato Calenda. 

"Il centrodestra fa il suo lavoro, il centrosinistra sapeva perfettamente che Emiliano non lo avremmo appoggiato, quindi il Partito Democratico ha scelto coscientemente di dividere il centrosinistra ricandidando Emiliano. Lo sapevano dall'inizio", ha spiegato Calenda.

"Sono venuto qui per far vincere Ivan Scalfarotto, Emiliano perde da solo", ha proseguito Carlo Calenda, ricordando che "Scalfarotto è stato mio vice ministro per il commercio internazionale quando ero ministro dello sviluppo economico. È una persona di grande qualità, conosce il mondo, è saldamente pugliese ma conosce il mondo ed è quello di cui la Puglia ha bisogno".

"Quello di cui non ha bisogno - ha aggiunto Calenda - è il tipo di politica tra virgolette che io ho sperimentato con Emiliano e non ha bisogno neanche di una riedizione di Fitto. Quindi secondo me è l'unica scelta sensata, pragmatica, per chi vuole una Puglia che sia più nel mondo e gestita da una persona che già sa gestire le cose".

Carlo Calenda ha chiuso il suo intervento con un appello: "nel nostro paese funziona molto il passaparola; le persone si fidano di ciò che un amico, un parente, un compagno ci dice. Quindi quel che possiamo fare è andare in giro, parlare con le persone. Certo, la nostra è una battaglia minoritaria, ma senza le battaglie minoritarie il mondo sarebbe ancora nel Medioevo. Si fa politica anche essendo in minoranza, strappando un voto per volta, facendo proposte concrete e spiegando quale è la nostra idea d'Italia. Ora è il tempo di rimettersi in marcia".

Subito dopo è stata la volta di Matteo Renzi. "C'era un modo per avere il voto utile e ci sarebbe stato dentro Carlo Calenda, perché me l'aveva detto lui, ci sarebbe stato dentro Ivan Scalfarotto, perché me l'ha detto lui. Il voto utile era fare un passo indietro e candidare Teresa Bellanova. Michele Emiliano non lo ha fatto per egoismo, ambizione, egocentrismo", ha spiegato Matteo Renzi.

"Ci vuole molto coraggio - ha proseguito Renzi riferendosi a Scalfarotto - per andare contro il governo regionale più trasformista e incapace di gestire la cosa pubblica con rispetto e dignità che abbia in questo momento il Paese".

"Michele Emiliano ha usato il consenso dal primo giorno all'ultimo - ha sottolineato Renzi - attraverso gli strumenti più vecchi della politica".

"Lo spauracchio della destra viene utilizzato per metterci una casacca insopportabile. Siamo quelli che hanno fatto il Jobs Act, la destra di Salvini ha votato il reddito di cittadinanza. Noi abbiamo fatto l'industria 4.0, la destra quota 100. Siamo quelli che in Europa votano con la Merkel, loro sono quelli che vogliono spaccare l'Europa. Ricordiamo che in Puglia l'appoggio di Casapound lo prende Emiliano, si sciacquino la bocca prima di parlare di noi e della destra", ha proseguito Renzi.

“Già ne abbiamo parlato, io e Carlo Calenda abbiamo alcuni progetti insieme, alcuni dossier su cui lavorare perché ci sono tanti punti e idee in comune. Chiedo a Carlo Calenda da qui, da questa bellissima iniziativa in Puglia a sostegno di Ivan, di venire insieme a noi a fare campagna elettorale in Toscana”, ha spiegato poi Renzi, facendo un'esortazione a Carlo Calenda, affinché affianchi Iv nella campagna elettorale toscana.

"C'è solo un modo per dare senso a questa ultima fase della campagna elettorale. Non è la campagna di Scalfarotto, è la campagna di tutti noi: perciò, prendete la vostra rubrica telefonica, chiamate tutti. Se credete alla politica, c'è solo una cosa da fare: mettervi in gioco direttamente", ha concluso Matteo Renzi, ringraziando i presenti e chi ha seguito l'evento in streaming.

Chi lo desidera può rivedere l'evento a questo indirizzo.