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Shipping e portualità, Paita: "No alla Authority Spa. Lavoro, più coordinamento"

L'intervento pubblicato da "il Secolo XIX", 18 agosto 2022.

Ministero del Mare, funzionamento delle Autorità portuali e regole di gestione delle banchine. Tre domande ai candidati dei vari schieramenti in vista delle prossime Politiche. "Il Secolo XIX" ha raccolto i pareri sulle questioni aperte dello shipping italiano, con particolare riferimento alla situazione degli scali liguri. Raffaella Paita, parlamentare Iv, presidente della Commissione Trasporti alla Camera, ha espresso la sua posizione in merito.

1. Sì, sia un ministero con ampi spazi di intervento.
Sono a favore di un ministero del Mare, ma non come riedizione del vecchio ministero della Marina mercantile. La mia idea: un dicastero cui sia attribuito potere su tutto ciò che riguarda il mare partendo da pianificazione dello spazio marittimo, competenze del trasporto marittimo e della portualità, tutela del mare in un'accezione ampia che comprenda le azioni per contrastare gli effetti del cambiamento climatico. E poi pesca ed energia, tramite integrazione e potenziamento delle strutture ministeriali e supporto delle Capitanerie.

2. Porti Spa?
No. C'è una riforma, completiamola. Va completata e integrata la riforma della legge. Così si dà solidità e maggiore struttura al Coordinamento nazionale. Bisogna rafforzare numericamente la struttura della Direzione Porti del ministero, agire sull'autonomia funzionale delle Adsp, sburocratizzare il più possibile. Ma no ad Authority Spa, o a regole disomogenee tra porti sul territorio nazionale.

3. Lavoro, serve una programmazione nazionale.
Non è stata ancora risolta la necessità di uniformare su scala nazionale le procedure di rilascio e verifica dei piani di impresa oltre che l'omologazione dei canoni. C'è ancora molto da fare. E poi, il grande tema ora in sviluppo delle concessioni per impianti energetici (Gnl, idrogeno, ecc...) va approfondito. Sul lavoro, va difeso il contratto collettivo. Il modello di lavoro portuale funziona, va mantenuto. È stato importante introdurre il Fondo per il prepensionamento anticipato, ora in definizione tra le parti per favorire il turnover. Serve un quadro nazionale con criteri uniformi degli organici in porto per garantire programmazione, e un quadro di prospettiva per anticipare gli scenari futuri e continuare a garantire la pace sociale nei porti, assi fondamentali dell'economia.