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Scalfarotto: «Sala più forte? Bene per Milano. Ora darsi da fare fino al 2027»

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Intervista a Ivan Scalfarotto per «Corriere della Sera Milano» del 22-01-2026

di Gp.R.

«Se il sindaco ha trovato l’assetto che gli consente di lavorare come lui ritiene meglio, è un bene per tutta la città». Ivan Scalfarotto, senatore e punto di riferimento milanese di Italia viva, commenta così il rimpasto della giunta.

Lei ha partecipato ai tavoli che hanno condotto a questo riassetto: è soddisfatto del risultato?

«Innanzitutto è un bene che si sia arrivati a una conclusione, perché la città sta per affrontare le settimane olimpiche e poi avremo di fronte un ultimo anno e mezzo con tante cose ancora da fare».

Ma non sono troppi sei mesi per un rimpasto?

«Una parte del centrosinistra milanese ha elaborato un racconto critico della città, persino contro se stesso, una sorta di “si stava meglio quando si stava peggio”. E questo ha contribuito a creare un cortocircuito che ha pesato al tavolo sul rimpasto. Ma la realtà è che in questi anni, Milano ha consolidato il suo ruolo di capitale europea. Ora si tratta di mantenere lo spirito ambrosiano, cioè di conciliare la prosperità con l’inclusione di tutti».

Il fatto che diventi assessore un consigliere della Lista Sala significa che il sindaco si è rafforzato?

«Da quando c’è l’elezione diretta, è importante che un sindaco possa trovarsi nelle condizioni migliori per poter governare: è un bene per tutta l’amministrazione e per tutta la città. Adesso la sfida per i riformisti milanesi è quella dell’unità in vista della campagna elettorale per il nuovo sindaco della città».