19/07/20
Liguria regionali

Rosato, Paita e Serafini lanciano la corsa di Italia Viva in Liguria

Le dichiarazioni di Ettore Rosato, Raffaella Paita ed Elisa Serafini sulle elezioni regionali in Liguria - il Secolo XIX

Ieri per presentare la corsa di Italia Viva, al ristorante "Tre Merli" del Porto antico c`era il vicepresidente della Camera Ettore Rosato. Che ha bocciato senza appello l`esperimento giallorosso trasportato in Liguria: «Pd e Movimento cinque stelle hanno voluto fare un esperimento politico usando i liguri come cavie. E hanno deciso di tenerci fuori. Ma c`è una grande area moderata e riformista che è senza riferimenti politici in questo momento e a loro ci rivolgiamo, sappiamo che può andare ben oltre quanto ci danno oggi i sondaggi».

Per Italia viva si tratta comunque della prima volta sulla scheda elettorale e quindi il risultato delle regionali di settembre sarà la cartina di tornasole del partito di Renzi a quasi un anno dalla sua fondazione.

Rosato, che nella passata legislatura ha scritto due leggi elettorali, ha parlato anche del sistema di voto ligure: «Difficile modificarlo a poche settimane dal voto, ma l`introduzione della doppia preferenza di genere è una cosa sacrosanta e anche abolire il listino sarebbe giusto».
Si vedrà martedì sei partiti rappresentati in consiglio regionale sapranno trovare la sintesi e arrivare a una modifica condivisa. Ma l`appuntamento di ieri è stato anche l`occasione di spiegare perché non sia stato possibile, per i renziani, aderire al progetto comune dei giallorossi.

«Nei cinque anni di Toti la regione Liguria ha perso la sua credibilità nazionale, ha perso il suo ruolo nazionale. - attacca Paita nell`introduzione - Si è parlato di noi solo per le cose che non andavano. Non è tutta colpa di Toti, ci sono anche scelte nazionali che vanno riviste. Ma lui è un governatore inadeguato e poco interessato alla realtà territoriale. Dall`altra parte c`è un progetto politico che è populismo di sinistra, di scarsa capacità decisionale e di immobilismo».
Quello che secondo i renziani è incarnato da Ferruccio Sansa: «Ho letto la sua intervista al Secolo XIX - spiega Paita - e ho visto subito che sulla Gronda e sul Nuovo Calliera non la pensiamo allo stesso modo. Ma sono due questioni fondamentali, per noi: la Gronda è l`esempio di tutto ciò che non si è fatto in questa regione in questi anni e la situazione attuale delle autostrade lo dimostra ancora di più, non si può dire oggi «ripensiamo il tracciato perché andiamo a perdere ancora dieci anni».

Elisa Serafini invece ha ricordato le sue distanze dalla Lega che hanno motivato la sua uscita dalla giunta Bucci e sono state al centro del libro "Fuori dal Comune":«Oggi un ristorante straniero nel centro di Genova non può aprire. Questa destra non ha nulla di liberale. È un movimento conservatore reazionario e poco efficiente nei risultati. Non potevo essere complice. Questo territorio offre possibilità di sviluppo economico e democrazia: ci vuole un metodo scientifico applicato alla politica. Toti invece in questi anni ha usato la politica come puro esercizio di potere e visibilità».