paese istituzioni

Rosato: "Non serve una task force e non è vero che ce lo chiede l'Europa"

Le attività ed i successi che portiamo avanti dipendono dall'impegno di ognuno di noi. Ogni contributo è importante.
dona italiaviva

Intervista di Angelo Picariello, "Avvenire", 9 dicembre 2020.

«Questa governance non la votiamo, non serve una task force e non è vero che ce lo chiede l'Europa», avverte Ettore Rosato, vicepresidente della Camera e presidente di Italia Viva. Che tuttavia resta fiducioso sull'intesa. Su Recovery fund, come sul Mes. «Ma noi non cambiamo idea. Siamo preoccupati. L'Italia è uno dei Paesi con più alto tasso di mortalità nonostante abbiamo messo in campo misure fiale più rigide. E ora siamo di fronte a una crisi gravissima».

Ma questo non dovrebbe consigliare di evitare rotture ora?
No, perché non è pensabile di continuare così. I nostri interventi non si sono dimostrati efficaci, non siamo stati capaci di somministrare neanche il vaccino anti-influenzale e ci sono ancora troppi interrogativi per quello anti-Covid. La situazione è tutt'altro che rassicurante, e chi ha esercitato poteri senza precedenti non può ora chiedere pieni poteri. Questo governo è nato proprio per bloccare chi voleva andare al voto per chiederli.

Come se ne esce, allora?
Se ne esce se questa maggioranza decide di mandare avanti gli interessi del Paese e mm la fantasia di un uomo solo. Siamo in ritardo su tutto, non serve una nuova task force. Affidare la gestione di questi fondi a qualche salotto sarebbe irresponsabile oltre che insostenibile.

A chi dovrebbe toccare allora il coordinamento?
Ai ministri. Coinvolgendo anche le Regioni, le città. La loro progettualità andrebbe valorizzata. Proponiamo tempi certi per presentare i progetti, poi si facciano tutti i passaggi, con i capidelegazione e i capigruppo, compresi quelli di opposizione.

Ma alla fine non è che volete cambiare il timoniere?
Non l'abbiamo mai chiesto. Diciamo solo che, dopo aver detto di avere a disposizione i migliori ministri, se Conte pensa di dar vita ora a un governo tecnico-politico deve dirlo al Parlamento. Per noi i ministri hanno a disposizione i loro dicasteri, non servono altri tecnici esterni.

Gualtieri ha detto che l'Europa non si fida della nostra Pubblica amministrazione.
Anche Franceschini ha sostenuto che è l'Europa a chiederci dì dotarci di una task force. Ora però vedo che La Commissione Ue smentisce di aver emanato direttive su come organizzare la struttura politica per preparare i piani nazionali o amministrare i fondi. Allora dico: evitiamo mistificazioni ed entriamo nel merito della discussione

Da Tajani sono arrivate parole di apertura a Renzi. Bene.
Ma al di là delle singole prese di posizione come si può pensare, mi chiedo, di tener fuori le opposizioni da un indebitamento per oltre 200 miliardi che coinvolge le future generazioni?

Da dove si riparte?
Nei tavoli di lavoro, aldilà dei punti di mancata in tesa, c'erano tanti cantieri aperti. Da lì bisogna ripartire.

Un decreto legge non va bene?
Certo, la strada del decreto è la migliore per coinvolgere i ministri e poi il Parlamento per la conversione. Ma se la minestra è la stessa non è che con un decreto diventa appetibile per noi: in Consiglio dei ministri non la votiamo lo stesso.

Sulla risoluzione per la riforma del Mes l'intesa è raggiunta. Perché non l'avete sottoscritta?
L'intesa c'è, ma se Conte in aula per rassicurare il M5s dovesse prendere impegni di non utilizzare il Mes sanitario salterebbe tutto. Perciò aspettiamo.

Ne uscirete, da questa contesa?
L'Italia è forte, penso di sì. Nel merito però, sia chiaro, noi non cambiamo idea. Vedremo se ci sono le, condizioni per un cambio di passo.