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Renzi: "È finita la stagione dei Bonafede. Con Draghi sta cambiando tutto"

Estratto dell'intervista di Alberto Gentili , "Il Messaggero", 11 luglio 2021.  

 

Presidente Renzi, ormai anche nel Pd c'è chi dice che bisogna rimettere mano al ddl Zan. La domanda è: perché alla Camera il testo andava bene e ora non più?

«Non prendiamoci in giro, la prego. Finché c'è il bicameralismo paritario è ovvio che le due Camere sono sovrane e padrone di fare modifiche. E al Senato i numeri sono diversi dalla Camera. Le anime belle che si scandalizzano perché cambiano i testi tra un ramo e l'altro del Parlamento dovrebbero ricordarsi che c'è solo un modo per evitare questo ping pong: superare il bicameralismo perfetto. Io, che sono andato a casa per aver provato a farlo, non accetto l'ipocrisia di chi adesso pretende che non ci siano mai cambiamenti nel passaggio parlamentare».

 

Viene accusato da Letta, che ha respinto la proposta di mediazione di Marcucci, di voler affossare il disegno di legge assieme alla Lega. Cosa risponde?

«L'atteggiamento di Letta è inspiegabile e controproducente. Questo disegno di legge è a un passo dal traguardo. Vengono proposte piccole modifiche per allargare in modo significativo la maggioranza in aula. E sono modifiche che non vengono solo dal mondo cattolico ma anche da sinistra: Arci lesbica, Se non ora quando, pezzi di Pd, Leu. Ci possiamo accordare in mezz'ora e chiudere un' ottima legge. Chi preferisce piantare bandierine identitarie per crescere nei sondaggi fa male innanzitutto a quei ragazzi gay che da anni aspettano questa legge. Spiace dirlo ma la legge la stanno affossando gli integralisti, non quelli che propongono compromessi».

 

Probabilmente il segretario dem ha ragione a non volersi fidare delle proposte di mediazione di Salvini che sostiene l'omofobo Orban... Perché lei invece sì?

«Stiamo parlando del Parlamento italiano, non di quello ungherese. Il senatore leghista Ostellari ha fatto una proposta di compromesso che è una buona base di partenza: in Parlamento si guardano gli emendamenti italiani, non gli slogan ungheresi. E la mia proposta di mediazione porta il nome di Ivan Scalfarono, non di Viktor Orban. Ormai Orban sta diventando l'argomento a piacere di chi non riesce a confrontarsi sul merito delle proposte e non sapendo che dire cita Orban. Ormai va di moda cosi».

 

Se non decollerà, com'è probabile, la mediazione con il centrodestra e si voterà in aula sulla Zan, Italia Viva cosa farà? «Se non decollerà la mediazione ci saranno mesi di ostruzionismo, la legge andrà sotto a scrutinio segreto e chi ha voluto il muro contro muro sarà responsabile dell'affossamento della legge. Questa è la triste realtà. Ma vedo nel Pd crescere le voci di buon senso, sono fiducioso».

 

Negli ultimi giorni ha duellato con Ferragni e Fedez, non ritiene sia un autogol per un politico litigare con due influencer? «Io non ho litigato con nessuno. Chiara Ferragni ha fatto una storia per dire a 24 milioni di follower che i politici fanno schifo. Ho detto ai miei 240 mila follower che questo modo di fare è sbagliato, qualunquista, populista. Lei arriva a 100 persone, io a 1: questo è il mondo nel quale giochiamo. Ma anche solo per quella persona che mi segue rivendico il diritto e il dovere di dire che la politica non fa schifo. Fedez poi è intervenuto dopo dimostrando di non sapere nulla del ddl Zan. Ma il problema non è Fedez, per carità, il problema sono coloro che pensano a Fedez come leader della sinistra. La colpa non è di Fedez ma di chi lo sostiene».

 

 

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