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Renzi: «Dai rivali promesse inutili su condono e pensioni. Casa Riformista farà un grande risultato»

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Intervista a Matteo Renzi per «Il Mattino» del 21-11-2025

di A.Pappalardo

«Meloni andrà a casa nel 2027 se stiamo tutti insieme. E lì, alle politiche ci sarà lo scossone», auspica Matteo Renzi, leader di Italia Viva, stasera a Napoli con i candidati di Casa Riformista ed il sindaco Gaetano Manfredi.

Il centrodestra sostiene di essere in rimonta in Campania ma mette sul piatto aumento di pensioni minime e condono edilizio.

«Sono disperati e ricorrono agli annunci a scomparsa. Nel senso che oggi ci sono e lunedì spariscono. Ma davvero c’è chi crede che la destra possa aumentare le pensioni minime dalla Regione quando ha rifiutato di farlo nelle ultime quattro leggi di bilancio? Avessero voluto farlo, avrebbero potuto agire: invece la pensione l’hanno aumentata al solo Brunetta, 240 mila euro. E che dire del condono? In Campania promettono il condono, in Veneto l’Autonomia ma lunedì tornerà tutto come prima. È il governo degli annunci: dovevano eliminare le accise e nel 2026 invece pagheremo 600 milioni in più di gasolio. Per non parlare del piano dazi e del piano casa. La verità è che sanno che stanno perdendo e fanno di tutto per aggrapparsi a qualsiasi fake news».

In queste regionali si è materializzata un’ampia alleanza di centrosinistra. Lei ha detto che bisogna recuperare il centro e abbandonare alcune battaglie ideologiche: ma in caso di vittoria si può ragionare di quest’alleanza in maniera stabile anche per le politiche 2027?

«Prima dicevano che c’erano i veti su di noi, e non ci sono più. Poi dicevano che la coalizione era divisa, e siamo uniti. Adesso dicono che dopo aver vinto, litigheremo. Direi che noi intanto iniziamo, vincendo. Ma non litigheremo. Vede il centrosinistra nel 2022 perse perché si divise. Se metti insieme numericamente il centrosinistra i dati dicono che la partita non è aperta, è spalancata. Anche alle regionali i numeri assoluti diranno che il centrosinistra di voti ne prenderà di più del centrodestra. Il centrosinistra litiga ma anche il centrodestra. Se il centrosinistra è unito, vince: e lavoreremo perché il centrosinistra si tolga di dosso la rassegnazione».

A proposito: come mai lei non c’è a Napoli al comizio finale di tutti i leader di centrosinistra?

«Ero a Bari con Antonio Decaro, un grande amico. Al mio posto Italia Viva è stata rappresentata egregiamente da Maria Elena Boschi. Ma oggi sarò di nuovo in Campania perché spero che Casa Riformista vada bene e dopo il 9 per cento in Toscana e il 4.5 in Calabria, conto di fare un altro bel risultato».

La vittoria in Campania e Puglia può essere uno scossone per il governo Meloni?

«Meloni andrà a casa nel 2027 se stiamo tutti insieme. Se ci mettiamo tutti insieme e i riformisti hanno una casa nel centrosinistra allora arriverà lo scossone. Ma dovrà essere con le politiche, a fine legislatura».

Cirielli da giorni incita al voto disgiunto: è corretto? E, comunque, vuol dire che ha paura di perdere?

«Cirielli martedì mattina tornerà a fare il membro di seconda fila del governo Meloni. Così potrà aumentare davvero le pensioni minime o diminuire le liste d’attesa visto che qualche conoscente lo ha al Ministero della Salute. Il fatto che chieda il disgiunto è l’ennesima prova che non si fida nemmeno dei suoi candidati consiglieri».

La Meloni dice che la Campania è la locomotiva d’Italia. In effetti gli indici sono in crescita ma di chi è il merito? Del governo, del precedente esecutivo o degli imprenditori?

«La Campania cresce grazie alla Regione e ai suoi imprenditori. Con questo governo nazionale è aumentata la pressione fiscale al 43 per cento, è aumentato il debito pubblico, è aumentato il numero degli italiani all’estero, è aumentato il costo degli alimentari. La locomotiva corre ma con la Meloni, il treno è su un binario morto».

Autonomia differenziata: il governo va avanti sugli accordi con 4 regioni del Nord.

«Non faranno nemmeno quella. Serve a tener buona la Lega. Ma la bocciatura della Corte Costituzionale ha già spento le ambizioni di Calderoli».

Lei conosce bene sia De Luca che Fico: teme che il primo possa diventare una sorta di governatore ombra con i suoi consiglieri?

«No. Più facile che Enzo pensi a tornare a Salerno per chiudere in bellezza come sindaco che è il suo vero amore da sempre. Roberto Fico non ha bisogno di ombre ma di essere aiutato da tutti a cominciare dai consiglieri eletti, e saranno molti di Casa Riformista, e dai sindaci guidati anche a livello nazionale dall’ottimo Gaetano Manfredi».