elezioni 2022 territori

Renzi: "A Firenze un risultato superlativo. Se fossi in Giani e Nardella parlerei con chi rappresenta il 15% della città"

Le attività ed i successi che portiamo avanti dipendono dall'impegno di ognuno di noi. Ogni contributo è importante.
dona italiaviva

Intervista di Erika Pontini, “la Nazione”, 29 settembre 2022.

«È stato un risultato superlativo, sono commosso. Avrei sperato nel dieci per cento a Firenze e abbiamo preso il 15. Il 10 lo abbiamo sfiorato in Toscana. Peccato per la Meloni al governo, ma deve ringraziare il suicidio del Pd... ». Matteo Renzi gongola. È ancora in Giappone, dove è volato la notte delle elezioni per partecipare al funerale dell`ex premier giapponese Shinzo Abe. E da domenica non ha ancora mai commentato la vittoria casalinga dove in molti lo davano per morto politicamente. Accetta di parlare quando a Tokyo è notte fonda.

Allora Renzi, queste elezioni chi le ha vinte e chi le ha perse?
«Poche chiacchiere. Meloni ha vinto, Letta ha perso. Ma la cosa incredibile è che Fratelli d'Italia ha vinto grazie a Letta. Se il segretario Pd non avesse fatto l'incredibile mole di errori che ha fatto, cominciando con la surreale politica della alleanze, oggi Giorgia non avrebbe la maggioranza. Pazzesco».

E Azione? Stefania Saccardi ha fatto un buon risultato, ma anche Lucia Annibali, nonostante non fosse una candidata del territorio. Che significa questo?
«Significa che ci sono ancora tanti fiorentini che si fidano di noi, ancora e sempre di più. E dopo tanti anni, mi creda, questa è una cosa che ancora mi commuove, e mi sembra bellissima. Dopo quasi vent'anni c'è una parte importante di miei concittadini che continuano a votarmi nonostante la montagna di fake news costruita contro di me. Glielo ripeto: sono commosso».

Il Pd qui da noi ha perso 8 punti ma nel suo ex partito ora si apre un confronto importante. Letta ha già fatto li passo indietro. Come giudica Nardella, sarebbe un buon segretario del Pd?
«Non so se Dario si candiderà, non so se mai faranno il congresso e soprattutto non so se ci sarà ancora il Pd».

Perché dice questo?
«Perché non ci si capisce nulla. Stanno con il Jobs Act o con il reddito di cittadinanza? Con Draghi o Fratoianni? Con Calenda o con Giuseppe Conte? Con il sì alle opere pubbliche o con i comitati del no? Con Macron o con Melenchon? Questa è la partita: capire se il Pd si deve sciogliere o ripartire abbracciando il profilo riformista o quello populista».

Che vorrebbe dire adesso al suo ex vicesindaco?
«A Dario auguro ogni bene, ma non so se questo Pd è riformabile o andrebbe totalmente rifondato. E poi c'è un masochismo di fondo nella sinistra italiana: quando io avevo il 40% e governavo in seimila comuni su ottomila chi mi ha fatto la guerra è stato il `fuoco amico` della sinistra interna. Dunque non so se Dario correrà davvero o si fermerà prima. Ma so che il Pd o cambia o finisce. E in cuor suo credo che lo sappia anche Nardella».

Torniamo a Firenze. ll prossimo sindaco lo farete insieme? Nardella sembra abbia sposato l'idea Funaro, ma già serpeggia il nome di Gianassi anche se ha le valigie in mano. E la Saccardi?
«Guai a commettere questo errore. Il prossimo sindaco lo scelgono i fiorentini: non Nardella e non Renzi. La gente non accetta più la richiesta formulata dagli uscenti e vuole un progetto, un sogno credibile. Chi sarà più bravo conquisterà Palazzo Vecchio. Ma non lo decido certo io. E non lo decide nemmeno Nardella».

Dica la verità, qualcuno del Pd è già venuto a bussare alla sua porta?
«Non solo del Pd. Ma è logico cosi: abbiamo fatto l'8% in un mese e mezzo, si figuri che succederà avendo tempo di strutturare la proposta di Macron alle europee. Renew Europa sarà una bomba, ovvio che tutti stiano cercando di entrare».

E lei andrà a pretendere qualcosa dalle giunte comunali e regionali?
«No, non pretendo nulla. Casomai credo sia interesse di Nardella e Giani averci più forti nelle squadre per sostenere il governo locale. Non è una mia richiesta, penso sia un loro interesse. lo parlerei con chi rappresenta il 15% della città, lo coinvolgerei, lo metterei a lavorare. Se non vogliono questo, problema loro».

Come ci é rimasto quando ha visto Lotti nemmeno candidato?
«Non commento le vicende di altri partiti».

Qualcuno dice che da parte sua è già pronto il divorzio con Calenda.
«Follia. Abbiamo fatto bene perché eravamo insiene. Quelli che dicono così sono gli stessi che dicevano che non avrei preso il quorum, o che non sarei andato oltre il 5%. Lasciamo pure che chiacchierino. Con Calenda andremo insieme verso il partito unico e verso la lista Renew Europa nel 24, altro che divorzio... Siamo la vera novità e abbiamo tanti giovani: guai a fermarci adesso».