territori inhomepage cultura elezioni 2022

Renzi a Ercolano: "La cultura è l'identità di un popolo, crea Pil e posti di lavoro"

La notizia sul quotidiano "Roma" e altri quotidiani, 12 settembre 2022.

"L'11 settembre è un episodio talmente iscritto nella nostra memoria che ognuno di noi si ricorda dov'era e cosa faceva. Ero appena diventato padre e tornando a casa quella sera sentivo il bisogno di abbracciare mio figlio di 4 mesi. Quella è una vicenda che oggi ci riporta in Afghanistan: le donne sono costrette a rimettersi il burqa, i diritti fanno passi indietro e oggi vi voglio parlare di tutto questo, del tema sicurezza legato alla cultura, proprio in campagna elettorale. Perché l'estremismo torna a farsi sentire in modo prepotente. Esportare democrazia è purtroppo un disegno fallito ma resta un valore da tutelare e difendere a cominciare dal nostro Paese e dall'Europa. Ci sono le forze dell'ordine che fanno un lavoro straordinario ma le sentinelle della sicurezza sono i maestri di scuola, e la bellezza e la cultura, sono i simboli che significano identità di un popolo": sono le parole di Matteo Renzi che, nella mattinata dell'11 settembre 2022, ha tenuto, a Ercolano, un "Discorso sulla Cultura".

"Il terrorismo - ha proseguito Renzi - vuole costringere a vivere nella paura e azzera lo spettacolo, la musica, il teatro, lo stare insieme. Il nostro modo di far politica è quello che porta un sindaco che stanza fondi per le borse di studio ai ragazzi, un governo che mette risorse sui 18 enni, che scommette sul futuro. Educare alla bellezza può portare a dare il segno di benvenuto a chi arriva da fuori, insegna l'inclusione e promuove il senso di comunità".

"Il nostro patrimonio artistico - ha proseguito Renzi - deve essere sua tutelato che promosso, lo prevede l'articolo 9 della Costituzione, che fu scritto da Marchese e da Moro. Parliamo di Pompei e di Ercolano: veniva giù tutto e tutto è cambiato con la scelta dei commissari. Con la cultura si creano posti di lavoro, non rimettere a posto gli scavi significa cancellare la nostra cultura e identità. Tutelare il patrimonio culturare è una priorità identitaria, lo diciamo sfidando gli altri partiti: Giulio Tremonti, candidato dalla Meloni come uomo di punta, aveva portato da ministro il paese quasi in bancarotta ed è chiaro visto che diceva 'con la cultura non si mangia'. Come si fa a dire una cosa del genere in terre come queste che creano pil dalla cultura. Noi siamo quelli che sostengono che con la cultura si creano posti di lavoro".

Spazio, naturalmente, anche per altri temi, a margine del discorso sulla cultura. Prendere i fondi europei del Mes per la sanità e abolire il Reddito di cittadinanza: Renzi ha rilanciato la questione dell'accesso al fondo europeo che il Governo giallorosso rifiutò. «Noi siamo quelli che dicono che la sanità è ancora una questione aperta, i 37 miliardi di euro del Mes sanitario vanno presi», dice Renzi. Che poi aggiunge: «Chiedete a Salvini e al M5S se li vogliono mettere. No, non li vogliono. Non vi dico domandate al Pd, perché il Pd deve riflettere, pensare e ripensare per fare poi quello che dicono i 5 Stelle, ma qualche mese dopo».

Sul reddito di cittadinanza, Renzi è netto: «Già il fatto che tutti siano d'accordo sul fatto che va modificato dice una cosa molto semplice: non ha funzionato». Poi spiega: «Ci vuole una misura per combattere la povertà? Sì, noi avevamo individuato il Reddito di inclusione: 2 miliardi e 700 milioni. Servono i na-vigator? No».

Renzi parla anche delle riforme costituzionali: «La battaglia per la democrazia è uno dei grandi temi da affrontare. Ma iniziamo a difendere la democrazia negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Europa, in Italia magari facendo quella riforma che permetta al cittadino di decidere chi è che lo governerà per i prossimi cinque anni». 

Accanto a Renzi, il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, che - nel suo intervento - pronuncia parole di grande impatto. «Matteo Salvini - ha proseguito Buonajuto - viene nel Mezzogiorno e ci parla di sicurezza. Basta leggere il giornale, a Napoli si spara ogni giorno». «Ogni giorno - ha detto Buonajuto - almeno un negozio viene bruciato dalla camorra a causa del racket. Tu apri il negozio, io te lo brucio e dopo ti vengo a chiedere il pizzo, così evitano di rischiare la denuncia». «Prima ti terrorizzano e poi vengono a chiederti il pizzo - ha proseguito il sindaco di Ercolano  - perché il modello Ercolano, quello della denuncia, rischia di essere esportato. Allora hanno cambiato metodo».

Rivolgendosi a Salvini e Meloni. Buonajuto ha concluso: «Vogliono farci credere che a rubare il futuro ai nostri figli siano gli immigrati? Se Meloni e Salvini avessero utilizzato la stessa rabbia che hanno usato contro gli immigrati contro la criminalità organizzata probabilmente questo Mezzogiorno sarebbe più sicuro. A rubarci il futuro è la camorra».

Chi lo desidera può rivedere l'intero discorso a questo indirizzo o qui di seguito.